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Intervista

Lucci: "Ero venuto alla Dakar cercando la costanza e penso di averla trovata"

Nonostante lo stop nella prima Marathon di questa edizione, il pilota italiano si è reso protagonista di una seconda settimana di gara da incorniciare, con tanto di top 10 assoluta nella decima tappa. Senza il problema alla mousse sarebbe probabilmente nella top 15, ma rimane comunque soddisfatto della sua gara.

#29 Rsmoto Rally Team Honda: Paolo Lucci

#29 Rsmoto Rally Team Honda: Paolo Lucci

Foto di: A.S.O.

Dakar 2026 | Moto

Tutti gli articoli che riguardano la categoria Moto della Dakar 2026

Paolo Lucci sta impressionando nella seconda settimana del Dakar 2026 con risultati eccezionali: 9° della generale e 3° della Rally2 al termine della tappa 10, 5° della Rally2 al termine della 12. Oggi il rush finale con il 6° tempo di classe. Il pilota di Castiglion Fiorentino sta dimostrando tutto il suo potenziale. Al via con il team RSMoto HRC Racing Service sulla Honda CRF 450 Rally RX, Lucci ci racconta la sua Dakar.

Questa seconda settimana è stata un crescendo. Come stai?
"Sto bene, soprattutto fisicamente. Mi sento davvero in forma. Se ripercorro le tappe, sono partito tranquillo, senza cercare subito la massima velocità. L’obiettivo principale era essere preciso nella navigazione. Poi, tappa dopo tappa, la velocità è arrivata. Peccato che ormai siamo quasi alla fine: la 12° è l’ultimo vero giorno di gara. In ogni caso sono molto contento di come sono andate queste ultime due tappe".

La corsa non perdona nulla. Bisogna essere super professionisti: piloti completi, allenati, ottimi navigatori e anche un po’ meccanici. È vero che vince chi prende più rischi?
"No, non credo. Sicuramente vince chi è veloce, questo è ovvio, ma soprattutto chi è costante. Conta tantissimo limitare gli errori, evitare cadute, problemi tecnici o situazioni complicate. Alla Dakar la regolarità fa davvero la differenza".

Paolo Lucci, RSMoto HRC Race Service

Paolo Lucci, RSMoto HRC Race Service

Foto di: Maria Guidotti

Che cosa hai imparato da questa Dakar?
"È ancora presto per dirlo con precisione. Credo che lo capirò davvero solo quando tornerò a casa e potrò analizzare tutto con calma. Però posso dire che ero venuto a questa Dakar cercando soprattutto la costanza, e penso di averla trovata. A parte qualche problema, come quello con la mousse, sono abbastanza soddisfatto".

La tappa 11 si preannunciava come la più veloce di tutta la Dakar. È stato davvero così?
"Leggendo il briefing, pensavo che sarebbe stata una tappa molto veloce. Invece ci sono stati tanti tratti lenti, con piste sinuose e pietre nere, che hanno rallentato parecchio".

Hai rimpianti per non aver conservato di più la gomma nella seconda parte della tappa Marathon?
"Sinceramente no. Non è stato un problema legato alla gestione della gomma, quindi non ho rimpianti".

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