Il futuro della Dakar: propulsione ad idrogeno dal 2030!

Gli organizzatori della Dakar stanno sviluppando un piano per promuovere le energie alternative tra i suoi concorrenti con l'obiettivo di un'edizione al 100% ad idrogeno nel 2030.

Il futuro della Dakar: propulsione ad idrogeno dal 2030!

La Dakar sta già pensando al suo futuro a medio e lungo termine. La grande classica, ormai trasferitasi in Arabia Saudita dal 2020 dopo 11 edizioni in Sud America, non vuole rimanere indietro per quanto riguarda i nuovi paradigmi dell'industria automobilistica.

A tal fine, l'Amaury Sport Organisation (ASO), organizzatrice della gara, sta sviluppando un piano di transizione globale con il quale si aspetta che tutte le auto ed i camion in gara siano alimentati ad idrogeno nel 2030.

La sfida è estremamente complessa, ma l'industria automobilistica ha già fatto il passo verso l'elettrificazione negli ultimi anni e praticamente tutti i principali marchi hanno modelli ibridi o elettrici. Ma la Dakar sta provando a prendere un'altra strada, quella della cella ad idrogeno, che ritiene possa essere il futuro.

"Ora ci sono molte opzioni che cominciano ad emergere a livello di energie alternative e la Dakar deve fare una trasformazione in questo senso. Stiamo analizzando come avere una Dakar con tecnologie più green, perché non possiamo fare il contrario del resto del mondo. Il futuro a lungo termine della Dakar dipende anche da noi che seguiamo questa strada", ha detto David Castera, direttore del rally, a Motorsport.com.

"La prima cosa è che abbiamo bisogno di motori elettrici, ma per arrivarci bisogna avere l'elettricità. Attualmente, ci sono tre modi per generarla: o con una batteria, ma con un veicolo che pesa 2 tonnellate non si può fare più di 200 km. La seconda opzione è l'ibrido, che mi piace molto perché è un motore a benzina che permette di generare elettricità, ma usa molto gas anche così. La terza è la cella ad idrogeno. Realizzare idrogeno crea una significativa impronta di carbonio e per evitarlo va generato con l'elettricità green".

L'idea è che la prima fase del progetto porterà le auto ed i camion di punta ad essere all'avanguardia, con veicoli ibridi (elettricità + combustione interna). Poi, nel 2026, si prevede che tutte le auto ed i camion di punta utilizzino la cella ad idrogeno, prima che tutti la adottino a partire dal 2030.

"Ci siamo chiesti se entra il 2030 saremo in grado di organizzare la Dakar con propulsione ad idrogeno in Arabia Saudita, con l'aiuto del governo. Stiamo lavorando con loro per cercare di arrivarci. L'idea è quella di avere l'ibrido per 2-3 anni e fare sì che le auto ed i camion d'elite facciano da apripista. Senza questo progetto non possiamo attrarre nuovi costruttori, perché ora stanno guardando tutti alla tecnologia green e pensiamo che con questo abbiamo già risvegliato l'interesse di alcuni grandi marchi", ha aggiunto Castera.

Infatti, l'Audi ha annunciato lunedì l'intenzione di partecipare alla Dakar 2022 con un veicolo con propulsione elettrica ed un convertitore di energia.

Quando a Castera sono stati chiesti maggiori dettagli, il direttore del rally ha chiarito che esporrà il suo piano per intero l'11 gennaio a Neom, in occasione dell'ottava tappa.

"Il progetto è in fase avanzata, ma non l'abbiamo ancora terminato. L'11 gennaio faremo una grande presentazione con diverse sorprese, per spiegare come arriveremo al 2030" ha detto.

Già nell'edizione del gennaio 2021 ci saranno diversi progetti che vogliono essere pionieri in questa nuova direzione.

Uno di questi è guidato da Cyril Despres, cinque volte vincitore della Dakar in moto, e dall'esploratore Mike Horn, che saranno al via con una Peugeot 2008 DKR di PH Sport per raccogliere dati per il loro progetto Generazione Z. L'obiettivo è quello di creare il primo motore ad idrogeno che gareggerà alla Dakar nel 2023, installato su una SSV.

D'altra parte, il progetto GKC Motorsport, guidato dal francese Guerlain Chicherit, sta già testando un veicolo completamente elettrico: il GKC e-BLAST 1, che verrà mostrato a Neom l'11 gennaio.

Basata sul telaio della Peugeot 3008 DKR, è alimentata da un motore elettrico e da una batteria da 150 Kw, in grado di generare 340 cavalli e 1000 Nm di coppia. Allo stesso tempo, le consorelle GKC Technology e GKC Energy stanno già lavorando al progetto del motore ad idrogeno.

La Dakar è impegnata nel campo dell'energia green e quest'anno sarà già parzialmente alimentata dall'energia solare al bivacco di Neom, come test per il futuro. Sarà utilizzata per alimentare il maxischermo, l'area briefing, l'area concorrenti, gli uffici dei commissari e la sala stampa.

Inoltre, compenserà il 100% delle emissioni di CO2 generate dall'organizzazione della gara e dai concorrenti attraverso la collaborazione con la ONG Greenoxx, che lotta contro la deforestazione dell'Amazzonia, che tratterà i rifiuti della gara e ridistribuirà il cibo non consumato.

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