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Intervista

Dietro le quinte di Dacia: le complesse operazioni per schierare 4 vetture alla Dakar 2026

Alan McGuinness, team manager di Dacia, racconta tutta la macchina che si muove dietro le Sandriders alla Dakar 2026. Ecco come funziona un team ufficiale che punta a vincere la classifica assoluta delle Auto.

Dacia Sandrider, Dakar 2026

Dacia Sandrider, Dakar 2026

Foto di: Dacia

Dakar 2026 | Dacia Sandriders

Tutti gli articoli che riguardano il team Dacia Sandriders alla Dakar 2026

Casa Dacia sulla Dakar è diverso da tanti altri team ufficiali. E’ accogliente, top manager come personale sono disponibili, e anche Linda, responsabile della comunicazione è sempre pronta ad aiutarti. Questo clima amichevole fa parte dello spirito che caratterizza Dacia Sandriders. Anche l’impressionante macchina organizzativa rimane a misura d’uomo. Ne abbiamo parlato con Alan McGuinness, professione Team Manager. Alan dirige le operazioni dietro le quattro vetture in gara. E’ un volto familiare nel motorsport.

In Prodrive da quasi 35 anni, lavora nei rally raid da sette anni. Alan era coinvolto nel progetto BRX, il primo prototipo Prodrive che ha debuttato sulla Dakar e prima ancora ho lavorato nel World Rally Championship con Subaru, oltre a Aston Martin Racing, Le Mans, e rallycross.

Alan, qual è il tuo ruolo all’interno del team?
“Attualmente schieriamo quattro T1+ Ultimate Cars nel deserto e, per supportarle, abbiamo un’operazione molto complessa dietro le quinte. per quanto riguarda l’aria tecnica, disponiamo di quattro grandi tende operative e otto camion di supporto, con l’obiettivo di garantire il massimo livello di efficienza. In totale, qui abbiamo 29 veicoli e 73 persone”.

Che tipo di figure compongono il team?
“Il team include tecnici, ingegneri, specialisti, fabbricatori, elettricisti, ingegneri dei sistemi, oltre a uno staff medico dedicato alla salute dei piloti composta da un dottore, due fisioterapisti, uno chef e un aiuto chef”.

Lo chef è dedicato ai piloti?
“Esattamente. Si occupa esclusivamente della nutrizione dei piloti, gestiamo soprattutto colazioni e pranzi, assicurandoci che l’alimentazione sia sempre adeguata”.

Passiamo all’area tecnica.
“Abbiamo quattro grandi tende e sette camion, dedicati esclusivamente alla gestione e manutenzione delle auto. Uno dei trucks trasporta ricambi e attrezzature. Sul bivacco funge anche da officina. Qui possiamo lavorare su componenti importanti come cambi e differenziali. In caso di sostituzione di un differenziale posteriore, per esempio possiamo ispezionarlo, ricostruirlo e rimetterlo in servizio”.

Dacia Sandrider, Dakar 2026

Dacia Sandrider, Dakar 2026

Foto di: Dacia

Quanti ricambi portate con voi?
“Almeno 50mila se parliamo di singole unita!”

E poi la centrale operativa.
“Il nostro camion di gestione è una sorta di ufficio mobile da cui controlliamo l’intera squadra: operazioni, team principal, direttore sportivo, ingegneri e specialisti. Da qui seguiamo la gara in tempo reale utilizzando diverse connessioni internet e live sul sito ufficiale della Dakar”.

Quale la procedura per i piloti in caso di problemi sulla speciale?
“Il primo contatto è sempre l’ingegnere della vettura. Ogni auto ha un team dedicato composto da un ingegnere, un capo meccanico e tre meccanici. Se il problema è sportivo, invece, il riferimento è il direttore sportivo”.

Come avvengono le comunicazioni durante la gara?
"Principalmente tramite WhatsApp o telefonate. Se il segnale non c’è, come ultima risorsa, ogni auto è dotata di telefono satellitare”.

Dacia Sandrider, Dakar 2026

Dacia Sandrider, Dakar 2026

Foto di: Dacia

Durante l’ultima Tappa Marathon avete ricevuto segnalazioni?
“Sì, soprattutto messaggi WhatsApp. Ogni ingegnere ha parlato con il proprio equipaggio e fornito istruzioni. Inoltre, abbiamo istruito i nostri camion T5 (assistenza veloce in gara) per aiutare con pneumatici e ricambi, come consentito dal regolamento”.

Ogni T5 hanno ha un meccanico a bordo.
“l’equipaggio è composto da un pilota, navigatore e un meccanico. Trasportano molta documentazione tecnica, incluso quello che chiamiamo “disaster manual”, simile a quello aeronautico: se c’è un problema, segui una procedura passo dopo passo per risolverlo”.

Come gestite la vita nel bivacco?
“Abbiamo camion di supporto con rimorchi per pneumatici e attrezzature. Su alcuni camion ci sono tende sul tetto: in totale 22 tende individuali. Inoltre, abbiamo quattro van di supporto, una squadra dedicata al rifornimento carburante, e un welfare truck con due docce e due lavatrici. Disponiamo di ulteriori 23 tende individuali a terra e di 10 motorhome, riservati a piloti e management”.

Quanti pneumatici utilizzate durante il rally?
“Circa 200 pneumatici per le quattro vetture. Abbiamo circa 120 cerchi e collaboriamo con BF Goodrich per la gestione continua delle gomme. Cerchiamo sempre di essere due o tre giorni avanti con la pianificazione”.

Dacia Sandrider, Dakar 2026

Dacia Sandrider, Dakar 2026

Foto di: Dacia

Quanto tempo vi serve per montare e smontare tutto il bivacco?
“Circa un’ora e mezza. Utilizziamo tende gonfiabili e camion progettati per aprirsi lateralmente, così possiamo accedere a tutto senza dover scaricare completamente il materiale. Considerando che in alcuni giorni percorriamo oltre 700 km, è fondamentale essere rapidi”.

Cosa pensi del pit stop in stile Formula 1 alla Dakar?
“Lo adoriamo. È molto diverso dalla Formula 1, perché non sappiamo in anticipo cosa servirà. Dobbiamo essere pronti a tre scenari: cambio rapido di tutte e sei le ruote, solo le scorte, oppure non cambiare nulla. Cambiare due ruote richiede circa 40 secondi, sei tra 75 e 80 secondi. È spettacolare, mantiene le auto in gara e rafforza lo spirito di squadra.

Quindi la competizione è anche tra i team di assistenza?
“Assolutamente sì. La Dakar è uno sport di squadra. Più i ragazzi sono coinvolti, più si sentono parte del progetto. È un grande spettacolo e, soprattutto, aiuta a evitare ritiri inutili”.

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