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Dakar | Ritiro Sainz, FIA irremovibile: "Con quel danno non si può continuare"

Il direttore dei Rally Cross Country FIA, Jerome Roussell, spiega perché Carlos Sainz è stato obbligato ad abbandonare la Dakar 2025 a causa dei danni subiti dalla sua auto.

#225 Ford M-Sport Ford: Carlos Sainz Sr., Lucas Cruz

Foto di: Red Bull Content Pool

Dakar 2025: Auto

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La corsa più dura del mondo ha mietuto diverse vittime nella prima settimana di gara a causa di una questione alquanto controversa. Prima è toccato a Laia Sanz, poi a Carlos Sainz e infine a Sébastien Loeb, tutti costretti ad abbandonare la Dakar 2025 dopo aver subito danni alla cellula di sicurezza della loro auto dopo i cappottamenti.

Un piccolo gruppo di media, tra cui Motorsport.com, ha incontrato il direttore FIA dei rally cross country, Jerome Rousell, e gli ha chiesto cosa pensasse la Federazione Internazionale del caso.

"È molto semplice: non appena una vettura subisce un incidente sul percorso, deve essere controllata dai commissari prima di poter essere riparata. E se la cellula di sicurezza è danneggiata, non si può continuare. E' la stessa regola di tutti i campionati che c'è da molti anni. Anzi, da decenni".

"In teoria si può riparare, ma riparare un telaio del genere non è una cosa facile da fare da un giorno all'altro nel bel mezzo del nulla. Perché per noi riparare significa sostituire il tubo danneggiato con uno identico", ha continuato.

"L'aggiunta di materiale, la saldatura della crepa, cose del genere non sono consentite. Ecco perché, nel caso di Carlos, Laia e Seb, tutte queste vetture hanno dovuto essere ritirate o squalificate; il roll cage era danneggiato, e quando è così vuol dire che non è più identico a quello omologato, quindi non può continuare".

Uno dei grandi dubbi era perché non ci fosse qualcuno della FIA a controllare a fondo la macchina di Sainz nel bel mezzo della speciale di 48 ore, visto che hanno passato una notte in un bivacco in mezzo al deserto.

Roussell ha risposto: "Non era previsto durante la tappa, quando la macchina tornava al bivacco. Quindi, nel caso di Carlos, era durante la tappa di 48 ore, ma non si poteva fare nella sosta notturna perché era sempre la stessa tappa, ed è anche una questione di equità".

"Non è per Carlos, ma se devi fare dei controlli, allora bisogna procedere uguale per tutti. E non c'erano commissari ad ogni fermata. Ero al rifornimento quando Carlos è venuto a chiedermi se poteva togliere il parabrezza, e ho detto di sì per motivi di sicurezza. Non volevo che un piccolo pezzo di vetro gli finisse negli occhi, per esempio. Ma per controllare la cellula, bisogna capire che è necessario smontare la macchina e rimuovere la carrozzeria, quindi non è una cosa che si può fare durante una tappa".

#225 Ford M-Sport Ford: Carlos Sainz Sr.

A Rousell è stato chiesto anche se la FIA cambierà le regole per renderle più efficienti in casi come questo e aumentare la sicurezza, oltre che procedure a rigor di logica.

"No, va bene così perché, se guardate Seb, ha fatto la stessa cosa; si è ribaltato al km 12 e ha finito la tappa. È esattamente la stessa situazione. Poi sta anche alla squadra sapere se può continuare con la macchina danneggiata, e di solito ci riesce sempre perché ha quello spirito combattivo che li rende così speciali".

"Sono concorrenti, quindi finiranno ad ogni costo. Anche noi siamo delusi dalla situazione, non ci piace che questi grandi nomi abbandonino la gara dopo tre giorni, nessuno è contento. Tuttavia, la sicurezza è qualcosa su cui non si può scendere a compromessi. La cellula è stata progettata in un certo modo, e dopo averla omologata, dopo alcuni calcoli effettuati da un laboratorio indipendente e certificati da una Federazione, quindi anche se il Costruttore dice che la considera sicura, non è un argomento da discutere".

"Perché non è mai il Costruttore stesso a certificare la cellula, ma una terza parte indipendente, ed è a questo che servono le norme. Il problema è che non appena il materiale si piega o si crepa, significa che sta iniziando a cedere e non si sa quale sarà la situazione successiva. Se diciamo che va bene e si può proseguire, e il giorno dopo si verifica un altro incidente, si romperà".

"E se qualcuno finisce in ospedale o peggio...? Alcuni dicono che ci si comporta come fossimo in ufficio, ma è così che si lavora. Non vogliamo rischiare la vita del pilota e dei vari concorrenti, per noi è chiaro. L'intera cellula è lo scheletro della vettura, e se lo scheletro è danneggiato, per noi non è possibile continuare".

"Qualcuno ha anche questionato sul fatto che si potesse riparare il danno rinforzando la struttura. Io dico di renderla più forte fin dall'inizio; questo è possibile, ma vogliamo anche una lotta sicura e leale. Stiamo parlando di queste tre auto, ma ce ne sono forse che hanno avuto incidenti, sono state revisionate nello stesso modo, e sono ancora in gara perché le auto erano abbastanza forti, o perché l'incidente non era abbastanza grande da danneggiare l'intera cellula".

"Questa è la procedura normale. In questo momento fa molto scalpore perché si tratta di grandi nomi, ma non è niente di speciale, e succede sempre così. Quando succede in un rally di due o tre giorni, non ci sono dubbi. Si carica la macchina sul camion, si va a casa e si torna la prossima volta, ma questa è la gara più grande del mondo, quindi ovviamente ogni cosa assume una dimensione maggiore".

Coche de Carlos Sainz

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