Dakar 2018: Motul
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Dakar: Original by Motul è la nuova categoria per i piloti senza assistenza

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Dakar: Original by Motul è la nuova categoria per i piloti senza assistenza
Di: Elisabetta Caracciolo
11 gen 2018, 12:11

Romain Grabowski, manager della comunicazione esterna Motul, spiega tutti i vantaggi della nuova categoria, nata per tornare a valorizzare i piloti che fanno tutto da sé.

Prima dell'avvento di Motul alla Dakar, la categoria dedicata ai piloti che non hanno assistenza e che fanno tutto da soli si chiamava Malle Moto e cioè Camion casse. Poi, quest'anno, è iniziata l'era Motul e le cose sono cambiate. Original by Motul è il nuovo nome che distingue questa categoria di partecipanti: “In questi ultimi anni questa categoria di piloti aveva perso un po' di valore e stava finendo nel dimenticatoio, ignorata da molti – spiega Romain Grabowski, manager della comunicazione esterna - ma c'era un aspetto positivo e cioè che aveva conservato il DNA della Dakar degli anni Ottanta e Novanta. Però con il passare degli anni non c'erano state evoluzioni in questo settore e la gente non prestava particolare attenzione a questi piloti che invece sono i veri eroi della Dakar".

"Non c'era nessuna attenzione a livello comunicazione e anche lo spazio loro dedicato all'interno del bivacco era minimo e chi ci passava davanti non capiva neanche di che cosa si trattasse. Così abbiamo deciso di muoverci in questo settore per recuperare tutti i suoi valori. Perché per noi sono i più meritevoli. Chi corre in questa categoria ha diversi ruoli: pilota durante il giorno, meccanico a fine giornata e poi addetto stampa di se stesso alla notte pronto a ripartire per la tappa del giorno dopo. Così abbiamo deciso ed è nata Original by Motul”.

Un'idea importante e preziosa che questi piloti, quasi a sorpresa si sono trovati davanti quest'anno con un alleato al loro fianco di quelli che contano. “Non volevamo snaturare la categoria, al contrario, però abbiamo proposto a loro alcune piccole cose in più. A cominciare da una piattaforma a livello comunicazione con una serie di pannelli e bandiere nella zona a loro riservata perché anche i giornalisti e soprattutto quelli televisivi siano interessanti a venire da loro durante la gara per saperne di più sulle loro storie ed avventure. E poi abbiamo lavorato sul loro comfort”.

Aspetto per questi piloti molto importante. Prima dell'arrivo di Motul loro lavoravano sotto il sole o sotto la pioggia, sempre e solo all'aperto. “Non facciamo il loro lavoro, non possiamo, però gli forniamo un aiuto esterno per renderglielo più leggero. Abbiamo dato loro un kit per la toilette, un tappeto su cui lavorare da mettere sotto la moto, uno zaino e una tenda dentro la quale potranno dormire perché nella cassa dei ricambi a cui hanno diritto non sempre c'è spazio per la tenda.

Abbiamo creato dei gazebo, delle tende per coprirli mentre lavorano, tavoli e sedie per poter preparare il loro road book o per rilassarsi un po'. Inoltre gli forniamo una connessione wi-fi per tutte le sere, gratuitamente. L'unica cosa che gli chiediamo è di scrivere una storia, raccontare che cosa gli è accaduto durante la giornata. Una sorta di diario della loro Dakar, scritto a mano con un numero di parole minimo, ogni giorno, o quando se la sentono e non sono troppo stanchi per farlo”.

Motul raccoglierà tutte le storie e dopo averle recuperate si occuperà di intervistarli e di realizzare delle immagini con loro, per fornire quella notorietà che altrimenti non avrebbero. “Questi piloti sono dei veri gladiatori e rappresentano le origini della Dakar: per questo condividono gli stessi valori di Motul, ingenuità, autenticità, passione e solidarietà. Loro sono la vera personificazione della Dakar e Motul vuole puntare un faro su di loro, su questa incredibile avventura umana che fin dall'inizio ha dato vita alla Dakar”.

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Autore Elisabetta Caracciolo
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