Dakar, la mannaia delle multe colpisce (quasi) tutti

L'ASO in alcuni casi è stata inflessibile ed in altri meno. I pagamenti sono richiesti tutti in contanti

Le regole sono alla base di una condotta disciplinata. Specie in una gara sportiva. Specie alla Dakar, che è una gara lunga, che mette insieme tantissime nazionalità diverse, quindi culture ed educazioni differenti.

Il sistema applicato quest'anno da ASO però sembra un po' eccessivo a tutti. Per qualsiasi infrazione c'è una multa in denaro, che viene stabilita non da un regolamento preciso ma a seconda dell'umore della persona che la sta applicando. Gli eccessi di velocità, numerosissimi, che quest'anno costellano la gara, costano dai 100 euro in su, a seconda di valori diversi: di quanto si sia oltrepassato il limite, per quanti metri, e soprattutto quante volte.

La prima infrazione ha un prezzo, la seconda un altro, e via così, senza limite. Se infatti si può tornare a casa, e quindi essere squalificati alla Dakar per eccesso di WPT o CP perduti, non si torna a casa per somma di eccessi di velocità. La recidività in questo caso non paga perchè visto che ci sono dei soldi da incassare ASO ha pensato bene di non mettere limite a questi verbali.

E poi ci sono le altre infrazioni. La sera prima della tappa marathon a San Salvador de Jujuy bisognava portare le ruote a marcare, e c'era un tempo prestabilito per farlo. Poi è scoppiato il diluvio universale e neanche Noè sarebbe riuscito a portare le gomme alla tenda dei commissari sportivi; così molti piloti lo hanno fatto verso le 22. Sul momento non è stato detto niente poi durante la tappa di riposo la mannaia delle multe si è abbattuta sui piloti, come sempre accade.

200 euro per il ritardo sono state comminate a Francesco Catanese che ai commissari ha dichiarato di non aver contante con sé – perchè ovviamente il tutto va pagato solo ed unicamente in contanti, pena la squalifica – e ha fatto presente che quella sera, con il diluvio, le cose non erano state effettivamente semplici. Allora gli è stata applicata una riduzione del 50 % e Catanese ha pagato 100 euro in contanti, senza una ricevuta fiscale, senza nulla.

A Livio Metelli le cose sono andate peggio perchè di euro gliene hanno chiesti 600 – sempre in contanti – legati agli eccesso di velocità, molti dei quali non gli risultavano assolutamente. Però non c'è margine di discussione perchè se l'apparecchio dice che hai passato il limite allora vuol dire che lo hai fatto. Le macchine non sbagliano. Per alcuni, perché per altri invece le penalità come per magia sono state fatte sparire, in seguito a qualche reclamo, e alla dichiarazione che il GPS che rileva le velocità aveva sbagliato...Ma come, non s'era detto che non sbagliava mai? Insomma la legge dei due pesi e due misure alla Dakar vale sempre, purtroppo.

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A proposito di questo articolo
Campionati Dakar , Moto Rally Raid
Evento Dakar
Sub-evento Stage 8: Salta - Belen
Articolo di tipo Curiosità
Tag dakar, moto