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Dakar, la ASO accetta le critiche di Elena e ammette l'errore nel roadbook della Tappa 3

Il responsabile dei roadbook ammette l'imprecisione commessa al chilometro 177 della Tappa 3 della Dakar 2019, ma poi ha affermato che i piloti che si sono persi in quel punto non avranno indietro il tempo perso, anche perché altri piloti non hanno avuto problemi in quel punto.

Dakar, la ASO accetta le critiche di Elena e ammette l'errore nel roadbook della Tappa 3

Nelle ultime ore Daniel Elena, navigatore di Sébastien Loeb anche in questa edizione della Dakar, è stato molto duro nei confronti dell'organizzazione del rally raid più celebre al mondo. A far alimentare la collera del copilota monegasco è stata la Tappa 3, ovvero la parte della gara in cui il roadbook è stato ritenuto ben al di sotto delle aspettative.

Elena ha apertamente criticato gli organizzatori ASO della Dakar prima sui social network, definendosi "disgustato", poi ha parlato anche ai microfoni di Motorsport.com affermando: "Il momento peggiore per noi è stata la Tappa 3. Il roadbook era disastroso, in tanti ci siamo persi e non sono scuse. L'organizzazione dice che il roadbook è perfetto... questa è una cosa senza senso".

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"Auto, Moto, tutti hanno avuto gli stessi problemi negli stessi punti. Io voglio che riconoscano che quello è un loro problema".

Xavi Colomé, responsabile roadbook della Dakar, ha accettato le critiche di Elena e ha riconosciuto che una delle vignette del roadbook riguardanti la Tappa 3 non fosse poi così chiara, tanto da poter generare confusione nei piloti.

"La verità è che abbiamo ricevuto critiche per quanto riguarda il roadbook, specialmente per quanto riguarda la Tappa 3, dove Loeb ed Elena e altri partecipanti si sono persi. In un certo punto, è vero che il roadbook non era poi così preciso. Parlo del chilometro 177, in cui c'è una torre dell'elettricità che è un punto di riferimento molto facile da scorgere. Quella torre non avrebbe dovuto essere in quel punto, ma avrebbe dovuto essere alla vignetta precedente, al chilometro 175.01".

"Questo ha causato confusione, ossia il conteggio del chilometraggio. La strada era corretta, anche la distanza tra il waypoint e la strada. Ma ciò che ha confuso i piloti era questa torre elettrica".

"L'analisi è stata fatta dai commissari sportivi e questi hanno affermato che vi fosse una vera inesattezza. Ma è stato tanto per loro, tanto per i piloti. Il tempo perso dai piloti non sarà restituito. Chi ha preso la torre come riferimento si è perso, mentre chi non lo ha fatto ha continuato a correre senza problemi".

"E' normale, sono persone che corrono alla Dakar. A loro piace competere e naturalmente a nessuno piacere perdere 15, 30 o più minuti".

Colomé ha inoltre messo in chiaro che al termine di ogni tappa gli organizzatori stanno raccogliendo tutti i roadbook per verificare che i piloti non aggiungano ulteriori informazioni a quelle date dall'organizzazione.

"I roadbook sono stati ritirati agli arrivi delle tappe in tutte le categorie. Poi li analizziamo uno a uno per vedere se vi siano informazioni differenti da quelle fornite da noi o se questi presentano qualche anomalia".

"Al momento non abbiamo visto nulla di illegale. Tutti hanno preso note, ma queste sono conformi a quanto dettato dal regolamento. Ora le tappe saranno più difficili. Prima di tutto perché i piloti saranno più stanchi, le vetture più usurate, ma anche perché i percorsi stessi saranno più impervi".

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