Dakar: al seguito della gara in macchina con la Toyota HDJ100
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Dakar: al seguito della gara in macchina con la Toyota HDJ100

Dakar, in viaggio con Toyota: si vola con... Hercules!

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Dakar, in viaggio con Toyota: si vola con... Hercules!
Di: Elisabetta Caracciolo
13 gen 2018, 22:41

Per una volta il trasferimento alla Dakar è stato per via aerea, con qualche brivido di troppo dovuto al... freddo.

Trasferimento in aereo
Trasferimento in aereo
Aereo
Trasferimento in aereo
L'interno dell'aereo per il trasferimento
Trasferimento in aereo
Dormitorio al bivacco di Uyuni
Ciabatte

Un giorno diverso dagli altri oggi perchè la Toyota HDJ100 su cui viaggiamo, numero 1082, è andata a Tupiza con Sandrine ed altri giornalisti, mentre Giulia ed io siamo venute a Uyuni, al bivacco della tappa marathon e per farlo abbiamo utilizzato gli aerei militari che l'air force boliviana riserva ai giornalisti aviotrasportati sulla gara.

Hercules C130 che stamattina sotto la pioggia di La Paz ci attendeva all'aeroporto militare, una ventina di chilometri a nord della capitale.

Dal bivacco del collegio militare, in pullman, abbiamo raggiunto in mezzo al traffico del sabato mattina l'aeroporto dove abbiamo trovato gli altri aviotrasportati – organizzazione , commissari, medici, giornalisti - ed abbiamo atteso all'interno del piccolissimo aeroporto il nostro decollo.

La televisione della sala d'aspetto era sintonizzata sul canale boliviano che stava trasmettendo la Dakar e così il tempo è volato via. I bagagli come sempre durante questi voli vengono depositati per terra, lontani dalle persone e disposti su due file ordinate in maniera che i cani antidroga possano controllarli girandoci intorno.

Alle 10;30 è cominciato, sempre sotto la pioggia, l'imbarco e come da routine siamo saliti sull'Hercules dal portellone posteriore. Abbiamo conquistato i primi posti dietro la cabina di pilotaggio e piano piano sono saliti tutti, circa una settantina di persone.

Sugli Hercules non ci sono finestrini ma solo piccoli oblò, uno ogni due, tre metri di carlinga circa, attraverso i quali però non si può guardare perchè sono coperti dai sedili stessi. Il decollo quindi avviene alla cieca, si sente il rumore dei motori salire di tono e poi piano piano l'inclinazione aumenta e da quello si capisce che ci si è staccati da terra.

Due ore circa di volo tranquillo, al di sopra delle nuvole, e poi l'atterraggio, sempre al buio per chi sta all'interno, sulla pista di Uyuni. Per fortuna che hanno attaccato il riscaldamento perchè stavamo tutti morendo di freddo; al contrario stamattina sul pullman l'autista aveva pensato di finirci accendendo addirittura l'aria condizionata fredda, quando fuori c'erano circa 10 gradi se non di meno.

Una volta atterrati accanto alla pista ci aspettavano i tradizionali pullman due piani della Dakar in Sud America per portarci al bivacco di Uyuni dove resteremo per tutta la giornata. Ne ripartiremo stanotte, infatti niente sacco a pelo al seguito oggi. Viaggeremo nove ore, alla volta di Tupiza dove arriveremo domani mattina.

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Autore Elisabetta Caracciolo
Tipo di articolo Curiosità