Dakar, il Map Man KTM: "In Bolivia arriverà meno della metà delle auto"
Edouard Boulanger è una "vecchia volte" della Dakar e si è lasciato andare a questa previsione interessante: le dune del Perù non permetteranno grandi strategie, ma potranno risultare particolarmente insidiose.
Edouard Boulanger, "Dudd" per gli amici, è alla sua ottava Dakar: una corsa in moto e una come copilota nelle fila del team ufficiale Toyota e poi da allora Map Man per i principali team ufficiali, da qualche anno con KTM.
Francese di nascita, torinese d'adozione, si ritrova a partire in un momento in cui questa gara per quelli che fanno il suo lavoro non sarà davvero semplice. In realtà le organizzazioni dei rally raid stanno cercando di eliminare questa figura troppo importante oggi per i piloti e soprattutto i copiloti, per tornare un po' indietro negli anni e riproporre una navigazione forse più difficile, che non si possa aiutare con la conoscenza e il controllo maniacale delle mappe.
Dunque stanno cercando di eliminare la vostra figura?
Ride sereno alla domanda: "Si ci stanno provando ma non ci riescono. Non hanno ancora capito come si fa ad eliminarci – scherza – e quindi abbiamo ancora qualche anno davanti a noi. Un po' di futuro ancora".
Parliamo subito delle strategie in partenza, meglio non vincere le tappe per non partire davanti il giorno dopo e lasciare una traccia evidente per gli avversari?
"Temo che sia un po' ottimistico poter fare strategia in Perù. Secondo me scopriranno una sabbia ben diversa da quella che si aspettano e molto più difficile. Onestamente credo che le strategie si potranno fare la seconda settimana non prima. Anche perchè la seconda è la parte di gara che farà la classifica e che deciderà tutto. Prima di allora, prima della giornata di riposo cioè, si viaggerà in modalità sopravvivenza nel senso che non ci dovrebbe essere niente di particolarmente difficile a livello navigazione, ma tutti avranno qualche problema nelle dune. Bisognerà fare attenzione alle cadute, alle rotture meccaniche, agli insabbiamenti e alle dune tagliate".
Insomma queste dune sono la vera incognita di questa Dakar?
"Ci sono diversi problemi. Il primo dipende prima di tutto dall'orario in cui affronteranno la sabbia. Spesso sarà tardi e quindi con pochissima visibilità per colpa del sole alto, altre volte, quando partiranno dietro alle macchine, troveranno dune massacrate dalle ruote delle auto, con tante tracce, tanti buchi e solchi e questo i motociclisti non l'hanno mai sperimentato ancora. E siccome devono prendere i wpt per non finire fuori dalla rotta ed incappare in penalità non potranno allontanarsi troppo dalle tracce e dovranno seguirle. Tutti, anche i migliori. E poi più tardi partiranno e più troveranno le dune morbide, con la sabbia molle in cui sarà facile sprofondare. Saranno speciali toste per tutti, ovviamente i primi ne usciranno senza grossi problemi, ma penso sia esagerato dire che si possono fare strategie".
Ovviamente hai già cominciato a studiare il percorso e non solo. Per esempio, avete cominciato a parlare di pioggia?
"Sì in Bolivia sappiamo che sta piovendo, almeno in questi giorni. Non so da quanto tempo ma attualmente piove... speriamo di non trovare le condizioni degli ultimi anni. Il percorso più di tanto non può cambiare rispetto al passato, si cerca di disegnarne tratti nuovi, ma le zone sono comunque le stesse".
E la parte finale del percorso 2018, nel senso delle ultime due tappe, già in zona Cordoba?
"Gli ultimi due giorni sono molto veloci ma con percorsi in stile WRC e quindi con mille tornanti e mille cambi di marce. Sarà molto lunga e impegnativa in termini di chilometri e l'ultimo giorno quest'anno come non mai farà parte della gara e sarà importante. Prevedono per l'ultima speciale ben trenta guadi e noi sappiamo bene come sono gli attraversamenti d'acqua dell'Argentina. Il fondo è in cemento e molto scivoloso e tutto questo può essere pericoloso. Ci sarà da lottare fino in fondo".
E alla fine Boulanger si lascia andare ad una previsione...
"Scommetto che al termine della prima settimana, quindi alla giornata di riposo, meno della metà delle auto finiranno la gara. Secondo me in Bolivia arriveranno meno della metà delle auto in gara. Sarà una prima settimana massacrante, ma ahimè, anche la seconda sarà durissima".
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