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Dakar, De Rooy paga una foratura, ma resta in gioco

Gerard De Rooy è sceso al terzo posto fra i camion dopo il problema a una gomma e il surriscaldamento del motore sull'Iveco Powerstar. Ma il Cursor 13 non teme problemi di affidabilità in altura grazie al lubrificante Petronas Urania.

Dakar, De Rooy paga una foratura, ma resta in gioco
#500 Team De Rooy, IVECO: Gerard De Rooy, Moi Torrallardona, Darek Rodewald
meccanico del Team de Rooy
meccanico del Team de Rooy
Gerard de Rooy, Team De Rooy
#500 Team De Rooy, IVECO: Gerard De Rooy, Moi Torrallardona, Darek Rodewald
meccanico del Team de Rooy
#500 Team De Rooy, IVECO: Gerard De Rooy, Moi Torrallardona, Darek Rodewald
Gerard De Rooy, Team De Rooy
Ton Van Genugten, Team De Rooy
Federico Villagra, Team De Rooy

Il cruccio di Gerard De Rooy in questa 39esima Dakar sono le gomme: non che la Goodyear non abbia fornito gli pneumatici giusti al Petronas team De Rooy Iveco, quanto il fatto che il pilota olandese troppe volte in questa edizione ha dovuto fare i conti con una copertura forata.

È successo anche ieri nella difficile Tappa 8 che è stata accorciata a soli 175 km per il maltempo che sta imperversando in tutta l’area intorno a Salta. La foratura a tre quarti del tratto cronometrato è costata 7’13” all’equipaggio che stava conducendo la classifica dei camion, ma per fortuna dell’olandese a vincere la speciale è stato Martin van den Brink che è tagliato fuori dalla classifica generale.

Una complicazione che ha reso più difficili i piani preparati a tavolino dal navigatore di De Rooy, Moises Torrallardona, e che ha fatto scivolare il Powerstar di punta al terzo posto della graduatoria assoluta dei camion dietro ai due Kamaz di Dmitry Sotnikov e Eduard Nikolaev, ma a un distacco contenuto in poco più di due minuti.

“Ho perso più di sette minuti per un pneumatico che si è danneggiato - ha spiegato Gerard De Rooy - Ho mandato Ton van Genugten all’attacco nella speranza che potesse entrare nei primi cinque in modo da vederlo partire in quella che doveva essere la Superspeciale, poi annullata, insieme a Federico. Purtroppo ieri le cose non sono andate come avrei voluto, perché abbiamo accusato anche un surriscaldamento del motore”.

Il motore Cursor dell’Iveco Superstar pare non abbia accusato alcun problema di affidabilità, nonostante la tappa si sia disputata in altura, comunque e sempre oltre i 3.000 metri di quota. La centralina elettronica quando ha letto dei valori anomali ha “tagliato” la potenza dei quasi mille cavalli del sei cilindri turbo, costringendo De Rooy a ridurre il passo.

In realtà il propulsore può reggere sforzi al limite grazie all’olio Petronas Urania: i tecnici di Villastellone, diretti da Andrea Dolfi che è responsabile di Engine Fluids di Petronas Motorsport, hanno preparato un lubrificante che sopporta i violenti stress termici quando il motore spinge la piena potenza in quota. Per proteggere il motore è stato scelto un 10W40: si tratta di una scelta conservativa visto che l’olio per la Dakar è direttamente derivato da quello che viene usato normalmente sulla strada.

E’ sufficientemente viscoso per portare via il calore nei momenti in cui il Cursor 13 viene stressato, ma allo stesso tempo garantisce l’indispensabile affidabilità al propulsore specie in una tappa come quella di ieri nella quale non era concessa alcuna assistenza.

Comunque è stata la foratura a far saltare i piani di De Rooy: il “capitano” avrebbe dovuto rimanere insieme a Federico Villagra, secondo ad appena 17” da Sotnikov e a Ton van Genugten quinto.

In realtà Ton avrebbe dovuto scortare il Powerstar di De Rooy, ma Gerard gli ha dato via libera di attaccare non appena ha dovuto fare i conti con la foratura. Anche se l’olandese del Petronas team De Rooy Iveco è scivolato al terzo posto dietro ai due Kamaz non sembra troppo preoccupato: “Questa è una Dakar dura, il vantaggio di ieri è che Federico è risalito quarto perché Mardeev ha perso quasi due ore: ci sono due Iveco che sfidano due Kamaz. E sarà una bella lotta fino alla fine…”.

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