Dakar | Dacia al via con una Sandrider più leggera e 4 equipaggi top: vincere è l'unica cosa che vuole
Dacia si presenta alla seconda Dakar con rinnovate ambizioni: Lucas Moraes, campione del mondo W2RC che affianca i già fortissimi Al-Attiyah, Loeb e Gutierrez, ma anche una Sandriders alleggerita e migliorata per puntare a vincere la classifica assoluta delle Auto.
#219 The Dacia Sandriders Dacia: Sebastien Loeb, Edouard Boulanger, #223 The Dacia Sandriders Dacia: Lucas Moraes, Dennis Zenz, #212 The Dacia Sandriders Dacia: Cristina Gutierrez, Pablo Moreno Huete, #299 The Dacia Sandriders Dacia: Nasser Al-Attiyah, Fabian Lurquin
Foto di: Dacia
Dakar 2026 | Dacia Sandriders
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Yanbu - “Mai come quest’anno la categoria Ultimate è di altissimo livello. Ci sono almeno quindici piloti top e mi aspetto sette o otto diversi vincitori di tappa”, a parlare è David Castera, il Direttore della Dakar che scatterà domani con il Prologo, decisivo per l’ordine di partenza di questa corsa massacrante lunga due settimane.
“Abbiamo Dacia, Ford, due team Toyota molto competitivi ed ancora Mini X-Raid. Ci sarà da divertirsi”, continua. Inutile chiedergli su chi scommetterebbe, essendo il grande capo, ma Castera confessa un desiderio personale. “Personalmente scommetterei su Loeb. L’ho visto bene in Marocco, credo che sia finalmente entrato nella mentalità del rally. ha la velocità dalla sua, ma penso che abbia capito che per vincere qui spesso occorre frenarsi un po’, puntare al successo finale, piuttosto che vincere le singole tappe”.
Per Dacia è solo il secondo anno sul rally più massacrante al mondo, ma sembra già la stagione della maturità. L’investimento fatto e l’arrivo di un campione del mondo come Lucas Moraes parlano chiaro. L’obiettivo è uno solo: puntare dritto alla vittoria.
“Vogliamo vincere”, dice senza giri di parole la giovane team principal Tiphanie Isnard. “Abbiamo rafforzato la squadra con una quarta vettura e costruito un gruppo equilibrato, pronto a competere ai massimi livelli. Dal punto di vista tecnico la Sandrider è ormai matura e competitiva su ogni tipo di terreno. La Dakar però resta imprevedibile, ed è proprio questo il suo fascino: serve resistenza, lucidità e capacità di reagire a qualsiasi imprevisto. Restiamo con i piedi per terra e siamo pronti a rimetterci in discussione ogni giorno”.
La formazione Dacia è ricca e articolata, con quattro equipaggi di alto profilo e responsabilità diverse. A guidare il gruppo ci sono due autentici riferimenti del rally raid: Nasser Al-Attiyah e Sébastien Loeb.
#219 The Dacia Sandriders Dacia: Sebastien Loeb, Edouard Boulanger
Foto di: Red Bull Content Pool
Quanto a esperienza, nessuno batte Il qatariota che vanta ben cinque successi assoluti, tre titoli W2RC e il secondo posto nel 2025. la vittoria del Campionato, sfumata solo per una penalità giunta all’ultimo chilometro ha reso Nasser ancora più determinato.
Principe delle dune, Al-Attiyah dovrà vedersela con un percorso che quest’anno esclude le grandi dune dell’Empty Quarter. Nasser parte tra i favoriti, così come il suo compagno di squadra Sebastian Loeb. La vittoria del Rally del Marocco, finita nelle mani del francese, ha dato ulteriore slancio al nove volte campione del mondo rally, che si presenta alla sua decima Dakar molto focalizzato sull’obiettivo finale. Al suo fianco l’esperienza di Édouard Boulanger, navigatore iridato W2RC 2025. “L’esperienza è fondamentale, ma è una combinazione di tanti fattori”, confessa Loeb, “nessuno può permettersi errori pesanti, ma fare due settimane perfette è quasi impossibile”. Loeb guarda a Mr. Dakar, Stephane Peterhansel: “Vorrei carpire il suo segreto: quando rallentare e quando invece spingere, consapevoli che attaccare comporta sempre dei rischi”.
A rendere la lotta in casa Dacia ancora più interessante, si è aggiunto il neo campione del mondo Lucas Moraes. Il brasiliano è al debutto sulla Sandrider, ma nel corso della stagione ha dimostrato di essere cresciuto tantissimo come pilota sia a livello di guida che di strategia.
Completa la formazione Cristina Gutiérrez. La spagnola è cresciuta come pilota e riveste un ruolo strategico anche a livello di squadra trasportando alcune parti di ricambio per i compagni di squadra.
Per Dacia, infatti la priorità è vincere come team. per farlo, gli ingegneri hanno lavorato duramente e la vettura si presenta con aggiornamenti importanti. “Il lavoro è stato mirato anche se abbiamo cercato di migliorare tutti gli aspetti in base all’esperienza dello scorso anno ed il feedback dei piloti”, continua Tiphanie Isnard. “In particolare ci siamo concentrati su: alleggerire la vettura, sistema di raffreddamento, visibilità, affidabilità e comfort”.
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