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Dakar | Cosa ha generato il caos nella prima tappa?

Molti piloti, tra cui Carlos Sainz, hanno contestato le note fornite dall'organizzazione che hanno creato il caos ma gli organizzatori hanno risposto di aver fatto tutto in modo corretto.

Dakar | Cosa ha generato il caos nella prima tappa?

Diversi concorrenti sono subito stati messi fuori dai giochi per la vittoria assoluta nel corso della prima tappa nei pressi di Ha’il a causa di una navigazione davvero problematica nei deserti dell’Arabia Saudita. A soli 70 Km dal traguardo, su un pista tortuosa, molti dei protagonisti si sono persi iniziando a cercare il WayPoint giusto.

Questa situazione ha anche generato un problema di sicurezza quando sono iniziate ad arrivare le vetture a quattro ruote. Nani Roma, pilota del Bahrain Raid Xtreme, ha affermato di aver rischiato di scontrarsi frontalmente con Carlos Sainz sfiorandolo solo per pochi centimetri.

Sainz sr. è stato uno dei piloti maggiormente penalizzati nella scorsa giornata perdendo più di due ore nel disperato tentativo di trovare la giusta direzione.

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Nel roadbook della prima tappa della Dakar, visto da Motorsport.com, un bivio a destra al Km 257,6 mostrava una biforcazione a 42° e poi veniva specificato che dopo 200 metri il percorso cambiava con la dicitura “rotta media di 10° a sinistra e seguire il tracciato principale”.

Dieci Km dopo, seguendo altre tre note, c’era un WayPoint nascosto che rendeva le cose ancora più complicate in quanto questi tipi di WayPoint possono essere convalidati solo se si passa entro 200 metri dal loro centro. In molti hanno deciso di lasciarlo alle spalle ricevendo una penalità di 15 minuti.

In una intervista concessa a Motorsport.com, il direttore della Dakar, David Castera, ha difeso il roadbook:

“Era una nota molto semplice. Tutto stava nel seguire la dicitura “seguire le pista principale”. In molti hanno sbagliato perché la pista principale ha poi girato in direzioni diverse e questo ha generato confusione”.

“Ad ogni modo ogni giorno tutti si lamentano di una nota complicata. In realtà era una nota chiara e valeva per tutti. Qualcuno l’ha azzeccata, altri no”.

#201 Toyota Gazoo Racing Toyota: Nasser Al-Attiyah, Matthieu Baumel

#201 Toyota Gazoo Racing Toyota: Nasser Al-Attiyah, Matthieu Baumel

Photo by: Red Bull Content Pool

Nasser Al-Attiyah non ha commesso alcun errore e questo fa capire che seguendo le indicazioni si poteva trovare il punto. L’unico pilota di vertice che ha perso molto tempo è stato Carlos. La nota non era sbagliata, al massimo non era abbastanza chiara”.

Arrivato al bivacco, Sainz è apparso abbastanza deluso ed ha cercato di usare tutta la propria arte diplomatica per commentare quanto accaduto.

“Quanti piloti si sono persi in quel punto? O siamo tutti molto stupidi, o... Io sono molto deluso. Se gli organizzatori della Dakar vogliono fare così e sono contenti di vedere quello che è successo al secondo giorno, è un peccato".

Anche il co-pilota di Roma, Alex Haro, considerato uno dei tre migliori navigatori in attività, è rimasto deluso dalla mancanza di chiarezza della nota dopo aver perso un'ora per cercare di trovare il percorso corretto.

"Fondamentalmente quello che ci è successo è che abbiamo cercato di seguire la pista principale come era indicato", ha dichiarato quando gli è stato chiesto di spiegare le difficoltà di navigazione.

"Poi c'è stato un momento in cui abbiamo visto un'altra macchina sulla destra e siamo andati in quella direzione. Ma ci siamo resi conto che stavamo andando nella direzione sbagliata e siamo tornati alla partenza".

"Seguendo la direzione 10º abbiamo fatto progressi, ma c'era un punto in cui non si poteva sapere quale fosse la pista giusta perché c'erano così tante linee. Il problema in Arabia Saudita è che le piste sono in mezzo al deserto, mentre in Spagna siamo abituati ad avere la vegetazione ai lati e non puoi uscirne”.

#204 Bahrain Raid Xtreme Prodrive: Nani Roma, Alex Haro Bravo

#204 Bahrain Raid Xtreme Prodrive: Nani Roma, Alex Haro Bravo

Photo by: A.S.O.

“Quando passa la squadra di ricognizione lentamente intende quella sede stradale come una pista, ma quando arrivano gli altri veicoli tutto cambia. Era un punto confuso”.

"Il problema è che prima, quando avevamo i “mapmen” [gli esperti nell'interpretazione delle mappe che non sono ammessi a Dakar dal 2020 ndr.], si poteva controllare ogni piccolo dettaglio dell'organizzazione. Ora si deve accettare il fatto che ci sono cose che possono essere fraintese. Ma ho già detto loro l'anno scorso che non si può dare una traccia come riferimento in un terreno come questo e con così tanti partecipanti”.

"Accettiamo una navigazione difficile, ma quando si fanno delle richieste bisogna essere perfetti. Mi sta bene che non ci siano cartografi, né aiuti esterni, ma poi il roadbook deve essere impeccabile. E quando si perdono così tante auto e moto vuol dire che c'è qualcosa che non va".

Il pilota della Toyota Al-Attiyah e la leggenda del rally Sebastien Loeb (Bahrain Raid Xtreme) sono stati tra i pochi protagonisti ad attraversare il checkpoint corretto al primo tentativo, finendo rispettivamente primo e secondo.

Parlando al loro arrivo nel bivacco, il co-pilota di Al-Attiyah, Matthieu Baumel, ha detto che la chiave della loro vittoria di tappa è stata semplicemente seguire il roadbook.

"Non avremmo potuto fare meglio dopo essere partiti decimi questa mattina e aver vinto la tappa senza aver commesso alcun errore".

"Tutte le macchine davanti si sono perse. Abbiamo semplicemente seguito il roadbook e Loeb ci ha seguito, ed è stato molto fortunato. C'erano piste dappertutto ed era difficile seguire la strada, ma non abbiamo fatto cose folli fuori dalla pista e questa era la chiave: seguire la pista".

Al-Attiyah ha aggiunto: "Matthieu ha fatto un lavoro incredibile, soprattutto nella seconda parte della tappa. C'è stato un momento in cui abbiamo visto una pista che andava un po' a destra, ma mi ha detto 'no, vai a sinistra', e al WayPoint successivo si è scoperto che aveva ragione".

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