Dakar | Baciuska vince la Stock: "Defender super. Zero guasti e non abbiamo mostrato tutto il potenziale"
Il 26enne lituano ha regalato la vittoria a Defender nell'anno d'esordio alla Dakar. Battuta Sara Price, seconda. Rokas si è concesso ai microfoni di Motorsport.com raccontando cose molto interessanti...
#502 Defender Rally Defender: Rokas Baciuska, Oriol Vidal
Foto di: Red Bull Content Pool
Dakar 2026 | Defender Land Rover
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Missione compiuta. Rokas Baciuska porta Defender alla vittoria nella categoria Stock. Tutti si aspettavano che fosse Peterhansel a primeggiare, ma problemi meccanici nella seconda settimana hanno rallentato la corsa di Mr Dakar. Ne ha approfittato il giovane lituano che sembra non avere nessun timore referenziale.
Congratulazioni, come ci si sente a vincere con un marchio iconico come Defender.
“Sono veramente felice per me e per il team. Era il nostro obiettivo e ci siamo riusciti”.
Avere nel Team Peterhansel è speciale, cosa hai imparato da lui?
“Ho avuto modo di conoscerlo meglio come persona. E’ veramente speciale. Cosa ho imparato come pilota? difficile dirlo, ognuno è diverso”.
Come si è comportato il Defender?
“Non abbiamo avuto nessun problema meccanico. Zero. Sin dall’inizio abbiamo gestito il ritmo nel modo più adeguato possibile, perché la Stock non è la Ultimate. Le auto sono chiaramente più fragili perché derivano da veicoli commerciali o di serie. Partendo da questo, abbiamo gestito la gara sin dall’inizio: abbiamo cercato di non esagerare, perché alla fine l’auto ha una memoria: se la esasperi un giorno, te lo restituisce un’ altra volta. Credo che questo approccio ci abbia aiutato molto. Siamo molto contenti perché tutto il team non ha avuto grandi problemi e credo che questo vada valorizzato, perché è la prima Dakar. Non solo abbiamo vinto, ma siamo anche riusciti a mostrare un ritmo molto superiore ai principali concorrenti, che erano le Toyota”.
E’ possibile competere con le Ultimate?
“Abbiamo una limitazione a livello di escursione delle sospensioni ed altri limiti derivati dall’auto di serie. Anche il tipo di percorso conta. Nel prologo e nelle tappe veloci abbiamo dimostrato di essere competitivi, ma non abbiamo mai mostrato tutto il potenziale dell’auto, non siamo mai andati al massimo”.
Quindi l’auto può fare di più?
“Sì, ma alla fine l’obiettivo principale era arrivare al traguardo”.
Quale il terreno migliore?
“Le piste veloci e poco rotte. Il fatto di avere ruote più piccole rispetto alle Ultimate e meno escursione delle sospensioni fa sì che, quando il terreno è molto sconnesso, bisogna stare attenti perché altrimenti tocchiamo sotto. E’ stata una Dakar piuttosto lenta, con molte pietre, non ideale per sfruttare al massimo l’auto”.
Come si comporta il Defender nelle dune?
“Già nei test iniziali è stata una cosa che ci ha sorpreso molto. L’auto ha una coppia molto buona, quindi sale molto bene. Non abbiamo praticamente avuto nessuna grande duna in cui cercare passaggi alternativi. Siamo riusciti a salire direttamente come le Ultimate, quindi si è difesa alla grande. Non siamo rimasti insabbiati nemmeno una volta, il che è molto positivo, perché scavare nella sabbia è complicato. Quindi siamo molto contenti”.
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