Dakar | Alla scoperta di Virginie Solaire, mente operativa di Dacia Sandriders
Virginie Solaire, sporting manager di Dacia Sandriders alla Dakar, ha dovuto fare i conti con diverse situazioni delicate nella prima settimana del rally raid in Medio Oriente. Scopriamo più da vicino qual è il suo compito e come opera l'esperta manager.
Dakar 2025: Dacia Sandriders
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Dacia Sandriders si trova ancora in gara e in lotta almeno per il podio nella classe Auto con Nasser Al-Attiyah. Il qatariota, già vincitore di diverse edizioni del rally raid più difficile al mondo, si è però trovato a ricevere una penalità di 10 minuti per aver perso una ruota nel deserto. Una sanzione corretta, quella comminata dai commissari, ma qui sta il paradosso, perché proprio Dacia ha votato a favore dell'introduzione di questa regola.
“E pensare che ero nella commissione quando abbiamo votato per l’introduzione della penalità per chi lascia un pneumatico del deserto”. Virginie Solaire, Sporting Manager del Team Dacia ha esperienza da vendere: 21 Dakar tra Africa, Sud America e Arabia Saudita (la prima volta fu nel 1995). Questa settimana ha avuto diversi grattacapi.
“Prima l’incidente di Seb (Loeb), una penalità per eccesso di velocità a Nasser ed ancora i 10 minuti per aver perso una ruota. E’ stata una settimana intensa e sento la responsabilità, soprattutto quando lavori per un team ufficiale come Dacia”.
Sulle sue spalle una grande responsabilità e infatti è tra le prime ad arrivare al bivacco successivo.
“Cerco sempre di arrivare al bivacco intorno all’orario di partenza della prima macchina così da poter essere subito operativa e il più vicino possibile all’organizzatore in caso di bisogno”.
Stamani è partita alle 5:00 per arrivare ad Al Duwadimi in orario o poco dopo. “Non sai mai se c’è la connessione per strada, invece nel camion ufficio posso seguire passo passo la gara dei nostri piloti. Se uno si ferma, cerco di capire cosa stia succedendo e se la situazione rimane invariata più di 5 minuti, vado ad informarmi dall’organizzatore”.
Virginie è preparatissima. Ma quanto ore ci vogliono per conoscere il regolamento? “Non si parla di ore ma di giorni e ogni volta che esce un nuova regola studio a fondo ogni sfumatura. Quest’anno l’intervento degli Stewards FIA è stato determinante. Laia Sanz si è dovuta ritirare per una deformazione di 2mm del roll cage e con Loeb è successo una cosa simile. “Esattamente, si parlava di pochi millimetri anche nel nostro caso”.
E poi la penalità ad Al Attiyah di 10 minuti per aver perso una ruota, un vero peccato perché quel giorno Nasser aveva dominato. Ma come è andata? “La macchina era danneggiata e quindi hanno perso la ruota di scorta. Anche se l’avessero trovata, non sarebbe stato possibile fissarla, perché mancava il pezzo. i piloti conoscono bene la regola. Non se be sono accorti. Sono stati informati solo quando sono arrivati all’arrivo”.
La ruota è stata ritrovata il giorno successivo e qualcuno avrebbe potuto portarla al bivacco. “Abbiamo fatto appello e chiesto l’annullamento della penalità perché c’è una zona grigia nel regolamento. L’interpretazione dei commissari è che la ruota doveva essere a bordo della macchina e non riportata al bivacco. E pensare che ero nella commissione quando è stata approvata questa regola. L’abbiamo fatta per evitare che vengano lasciate le ruote nel deserto”.
La Dakar corre veloce e già si sta discutendo di una nuova regola. I piloti di auto a partire da Nasser Al Attiyah stanno chiedendo l’applicazione del bonus per chi apre la pista come avviene nella categoria moto. “Con il percorso diviso tra auto e moto, anche per noi aprire pista è penalizzante. Per evitare l’effetto elastico così come le tattiche, stiamo discutendo. Penso che verrà introdotta anche perché David Castera è favorevole”.
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