Dakar 2026 | Loeb: "Nasser gioca in... casa, ma voglio batterlo"
Il francese è soddisfatto dopo la prima settimana della 48esima Dakar perché la Dacia ha portato al giorno di riposo di Riyadh tutte e quattro le macchine. Seb è quarto, ma conta di recuperare i 17 minuti di ritardo: "Il favorito è Al-Attiyah, ma voglio vincere".
#219 The Dacia Sandriders Dacia: Sebastien Loeb, Edouard Boulanger
Foto di: Red Bull Content Pool
Dakar 2026 | Dacia Sandriders
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Sorride soddisfatto Sebastien Loeb. Arrivare a Riyadh alla giornata di riposo che segna il giro di boa di questa edizione 2026 della Dakar, non è per niente scontato e il pilota Dacia lo sa. Il francese è quarto nella classifica generale della auto a 17’ dal compagno di squadra Nasser Al-Attiyah; Seb fa un bilancio positivo della sua prima settimana di gara.
Come valuti queste prime sei tappe?
“Non è stata una settimana perfetta. Ma siamo a Riyadh, ed e’ già una bella soddisfazione. La corsa era partita in salita con tante forature che hanno condizionato la nostra posizione in classifica. Ci sono state speciali, soprattutto le prime, in cui abbiamo percorso chilometri e chilometri senza un ruota di scorta. Incrociando le dita”.
Infine una tappa di sabbia, la sesta...
“Ho tirato un resipiro di sollievo anche se non è un fondo da sottovalutare. Siamo andati all'attacco, anche se sappiamo che su questa tipologia di terreno Nasser fa la differenza".
La corsa per la vittoria è ancora aperta. Come si recuperano 17 minuti dal leader?
“Facendo meno errori posisbili. Anche se siamo quarti, non possiamo sempre andare all'attacco per cui ci sono momenti in cui occorre gestire, sapere quando andare un po’ più piano, perché la minima sbavatura può costare minuti”.
Soddisfatto?
“Dirò di sì. Siamo ancora in corsa per la vittoria e abbiamo davanti tutta la seconda settimana”.
La lotta è serrata...
“C’è’ Nasser, ma anche le Ford non scherzano e poi Lategan sulla Toyota sta facendo un’ottima Dakar”.
Come valuti il lavoro della squadra?
“E' forte e determinata. Abbiamo sofferto alcuni problemi di affidabilità considerata la gioventù del progetto Dacia. E’ stato fatto un ottimo lavoro di preparazione a monte e siamo partiti in modo più solido rispetto allo scorso anno. La prima missione è stata compiuta: avere tutte e quattro le vetture in gara a Riyadh per la giornata dì riposo”.
Adesso inizia la parte più dura...
“L’obiettivo è uno solo: vincere”
Come vedi Nasser?
“E’ il pilota più esperto dello schieramento, è cresciuto in questo deserto, è il suo playground. Nasser è imbattibile sulla sabbia e le dune, ma non scherza su ogni tipo di terreno. Ha vinto cinque volte la Dakar, questo gli conferisce sicurezza, fiducia e soprattutto lo solleva dalla pressione. Non ha niente da dimostrare. Direi che si trova nella condizione migliore per affrontare la gara”.
Quanto pesa su di te la pressione?
“Ci siamo preparati tanto per questa Dakar, sono il primo a mettermi pressione, non ne ho bisogno di altra dall’esterno”.
Quale il tuo ultimo pensiero quando sei al via di una speciale ?
“Chiudo la portiera. Allaccio le cinture, controllo la radio, tutti i bottoni. E’ un modo per isolarsi, rientrare in noi stessi e focalizzarci completamente su quello che ci stiamo apprestando a fare. La Dakar richiede massima concentrazione e una mente fredda”.
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