Dakar 2026 | Dacia, parla il navigatore di Al-Attiyah: "Nasser fa la differenza sulle dune"
Fabian Lurquin, nuovo navigatore di Al-Attiyah, racconta il pilota qatariota e anche come sono riusciti a salire in testa alla classe Auto della Dakar 2026 dopo la seconda Tappa Marathon.
#299 The Dacia Sandriders Dacia: Nasser Al-Attiyah, Fabian Lurquin
Foto di: A.S.O.
Dakar 2026 | Dacia Sandriders
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Alla sua 15esima partecipazione alla Dakar, Fabian Lurquin è un volto conosciuto sulla Dakar. Conosciuto come il navigatore di Sebastian Loeb, quest’anno il
belga corre a fianco di Nasser Al Attiyah al posto di Edouard Boulanger. La decisione del qatariota insieme ai vertici del team Dacia Sandriders è arrivata a fine anno, tanto che questa è la prima corsa per il duo Al Attiyah – Lurquin. Un azzardo? no, visto che parliamo di grandi professionisti. Fabian poi, lo ha dimostrato sul campo e la leadership della generale conferma la bontà dell’operazione.
Congratulazioni prima di tutto. Vincere è sempre un lavoro di squadra. Come si vive nell’abitacolo accanto a un 5 volte vincitore della Dakar?
“Nasser è un grande professionista. Ha lavorato con co-piloti di livello come Matthieu Baumel o Edouard Boulanger... Devo dire che una delle sue qualità più belle è proprio quella di mettere a suo agio il navigatore”.
Leader della generale, come si vive la pressione?
“In realtà la tensione la sentiamo quando siamo fuori dall'abitacolo, ma una volta che si chiudono le portiere, allacciamo le cinture e facciamo il check di tutti i comandi, siamo talmente focalizzati che non c'è più pressione”.
Come hai adattato la comunicazione?
“La flessibilità e la capacità di aggiustarci in base alle esigenze del pilota è fondamentale per un navigatore. Fa parte del lavoro mettersi d’accordo sulla tipologia di comunicazione da tenere in gara. Ogni pilota è abituato in un certo modo. Si tratta di capirlo e uniformarsi il più possibile”.
Questa seconda settimana sta andando alla grande.
“Le due tappe Marathon sono state ricche di colpi di scena. Era cruciali superarle indenni, ne siamo usciti rafforzati”.
Cosa ti stupisce di Nasser?
“E’ un grande professionista, capace di mantenere una freddezza e una lucidità mentale fuori dal comune. E poi la sua guida sulle dune, ha una confidenza mai vista”.
E’ stata una Dakar dura. Dove avete fatto la differenza?
“Ci vuole una tappa perfetta, vale a dire niente forature, nessun errore di navigazione e la macchina che si comporta al meglio”.
Come cambia l’approccio in questo rush finale?
“La Dakar è imprevedibile. Dobbiamo continuare ad attaccare come abbiamo fatto finora”.
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