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Intervista

Dakar 2026 | Dacia, parla il chief engineer: "Sandriders più solida, ma lavoriamo sempre sulle prestazioni"

David Lapworth, chief engineer di Dacia Sandriders, fa il punto su affidabilità e prestazioni della vettura che, con Al-Attiyah, sta andando verso la conquista della Dakar nella classe Auto.

David Lapworth, chief engeneer Dacia

David Lapworth, chief engeneer Dacia

Foto di: Maria Guidotti

Dakar 2026 | Dacia Sandriders

Tutti gli articoli che riguardano il team Dacia Sandriders alla Dakar 2026

C’è aria di festa al bivacco Dacia Sandriders a Bisha. L’entusiasmo è alle stelle, anche se tutti aspettano il rush finale per parlare. Uno dei punti chiavi del successo di Nasser Al-Attiyah e di quattro macchine arrivate a Yanbu è anche merito dell’affidabilità della macchina. Ne abbiamo parlato con David Lapworth, chief engineer. Un volto noto sulla Dakar come direttore tecnico di Prodrive ai tempi del progetto BRX.

Soddisfatto di come si è comportata la vettura?
“Molto. A parte le forature e alcune piccole cose, tutte e quattro le auto hanno funzionato davvero bene. Abbiamo avuto un problema al servosterzo sulla macchina di Seb (Loeb), ma a parte questo è andata meglio di quanto potessimo sperare. Se guardiamo al 2025, il problema era l’affidabilità, quindi quest’anno è andata liscia, direi perché non è ipotizzabile che non ci siano dei guasti. E’ andata meglio di quanto ci aspettassimo”.

C’è ancora un certo margine di miglioramento?
"Non si può vincere questo rally semplicemente arrivando al traguardo senza problemi, ma avere una macchina competitiva è fondamentale. La Dakar moderna ha raggiunto un livello altissimo a livello di piloti e costruttori coinvolti. Per vincere occorre non avere problemi ed essere veloce”.

Possiamo davvero parlare di una Formula 1 sulla sabbia?
“Penso che il livello sia decisamente il più alto di sempre. In passato l’attenzione era sull’affidabilità. Oggi non è più l’elemento che fa la differenza. La prestazione sta diventando sempre più centrale insieme alla navigazione. Non bisogna commettere errori, o il meno possibile".

E’ un progetto di 3 anni, vale davvero la pena fare uno sforzo così enorme?
“Sì, è il nostro lavoro”.

Continuerete quindi le sviluppo in base all’esperienza acquisita da questa gara?
“In questo momento la nostra attenzione è rivolta progredire in termini di prestazioni. Non siamo messi male, ma se ti fermi, gli altri vanno avanti".

La velocità massima è limitata a 170 km/h
“I motori hanno un misuratore di coppia FIA per questo, quindi non è tanto la potenza del motore. Ci sono tanti altri aspetti su cui lavorare: la guida, l’aderenza, le sospensioni”.

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