Dakar 2026 | Al-Attiyah al sesto centro: "Sono commosso. Ho rallentato dove Brabec ha perso la vittoria"
Nasser Al-Attiyah si è concesso ai microfoni di Motorsport.com dopo la sesta vittoria della carriera alla Dakar e la prima per Dacia. Il qatariota è stato cauto nel punto dove Ricky Brabec ha perso il successo nella classe Moto per soli 2 secondi.
#299 The Dacia Sandriders Dacia: Nasser Al-Attiyah, Fabian Lurquin
Foto di: Red Bull Content Pool
Dakar 2026 | Dacia Sandriders
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Un trionfo. Nasser Al-Attiyah vince la Dakar per la sesta volta e regala a Dacia Sandriders il primo sigillo sulla regina dei Rally. La gioia è irrefrenabile. Passata la line A di meta che segna ufficialmente la fine del rally, Nasser Al Attiyah e il navigatore Fabian Lurquin saltano sul tetto della macchina. Sul cofano la CEO di Dacia Katrin Adt e Tiphanie Isnard, la giovane team principal. Le urla, gli abbracci e poi il momento delle lacrime. Nasser rivela una commozione che si vede raramente, tanto è conosciuto per la sua lucidità e freddezza in gara.
Ti abbiamo visto commosso. Quanto volevi questa vittoria?
“Tantissimo. per me e per il team. Anno scorso siamo arrivati solo al piedi del podio (4°), al debutto con questo nuovo progetto. E’ una squadra stupenda e sono felice di essere stato io a regalare questo successo”.
L’ultima vittoria datava 2023 con Toyota. Come sei cambiato da allora?
“Ogni anno è diverso. Oggi, alla mia 22esima partecipazione, sento di avere l’esperienza giusta”.
Cinquanta vittorie di tappa come Vatanen e Peterhansel, hai preferito non rischiare piuttosto che inseguire un nuovo record?
“Ho tantissimo rispetto per Ari e Stephane. Intanto mi godo questo traguardo, non aveva senso prendere rischi per firmare la 51° vittoria di tappa. Ho preferito fare l’ultima speciale prudente”.
Qual è stato il momento cruciale di questa Dakar?
“Tre i momenti cruciali: le due Tappe Marathon che hanno portato ribaltoni di classifica e poi la tappa 10: durissima”.
Ricky Brabec ha perso la gara per soli due secondi a causa della nota al km 96,3. Era davvero così difficile?
“Abbiamo visto cosa era successo nelle moto per cui quando siamo arrivati a quel punto abbiamo rallentato per essere sicuri. Effettivamente era una nota complicata con tante informazioni, difficile da leggere in moto. In quel punto c’era una diga e l’errore è costato caro perché la nota successiva era a 3 km”.
Era la prima Dakar con Lurquin, come ti sei trovato?
“Sono molto felice. Ieri nella liaison ci siamo messi a ripercorrere le tappe di questo lungo viaggio. Fabian si segna tutto su un quaderno. Lo abbiamo riguardato. Sarà molto utile per il prossimo anno”.
Velocissimo sulle dune, quest’anno hai fatto la differenza anche sulle rocce. Qual è il tuo segreto?
“A volte non serve prendersi rischi nelle zone pietrose, perché è una scommessa. Se fori perdi due minuti e poi ti ritrovi con meno ruote di scorta. Devi ridurre un po’ la velocità ed essere attento. In questa Dakar ho avuto solo quattro forature, ed è davvero incredibile. Non puoi spingere ovunque: devi preservare la macchina. Le gomme hanno un limite sulle pietre”.
Ti alleni in Italia a tiro a volo, quanto ti aiuta questo sport?
“Tantissimo. Serve tantissimo per migliorare la concentrazione, la lucidità mentale nei momenti di massima pressione e nell’agilità”.
Medaglia di bronzo a Londra 2012, ti vedremo ancora ai Giochi?
“Mi sto allenando. Mi piacerebbe essere alle Olimpiadi di Los Angeles”.
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