Dakar 2021: Quintero il rookie americano che vince subito

Seth Quintero rappresenta la new generation della Dakar: americano di 18 anni, portacolori del team Red Bull Off Road USA al debutto ha già vinto una tappa: è terzo nella graduatoria generale e primo della sua classe: "Ma credetemi da dentro la gara è molto più dura di quanto possa semvrare da fuori. Sono grato a Nasser Al-Attiyah che ogni sera si prodiga di consigli".

Dakar 2021: Quintero il rookie americano che vince subito
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Lo scorso anno si aggirava al bivacco della Dakar come un bambino in un negozio di balocchi. Eccitato e frustrato allo stesso tempo per non poter saltare al volante di un bolide e volare sulle dune.

Allora 17enne, quest’anno, compiuti i 18 anni e presa la patente di guida, l’americano Seth Quintero non si è fatto trovare impreparato per l’appuntamento più importante.

Arruolato nelle file del team Red Bull Off Road USA, lo junior team dell squadrone Red Bull, il talento americano si è messo subito in mostra, vincendo la sesta tappa. Da bravo rookie, Seth giura che punta solo a finire, ma gli occhi vispi e il sorriso che si cela dietro la mascherina, guardano avanti e promettono che questo ragazzo, specialista dei deserti, in America farà molta strada. Intanto è secondo di categoria dopo la settima tappa a 8'41" dal leader polacco Domzala.

Debutto con una vittoria di tappa nel rally più duro al mondo, cosa dobbiamo aspettarci adesso?
"In realtà non era in programma. L’idea era di fare una bella tappa, e mantenersi tra i primi. Ma si è presentata l’occasione di spingere e fare la differenz e non mi sono tirato indietro. La vittoria di tappa mi ha permesso di godere al meglio la giornata di riposo".

Terzo della generale, primo nella categoria. Come si sente?
"Devo restare con i piedi per terra perché la gara è ancora lunga".

E’ il più giovane pilota del bivacco insieme a Michael Van Den Brink che corre con un camion...
"
Sono contento di rappresentare la nuova generazione. Mi sento fortunato e devo ringraziare Red Bull per questa opportunità. Devo confessare che all’inizio mi sono sentito piccolo piccolo di fronte a questo mostro sacro che porta il nome di Dakar. Senza esperienza in una gara che per noi americani può assomigliare ad una Baja lunga due settimane".

Qual è il bilancio di questa prima settimana?
"Sono soddisfatto. Siamo partiti per stare nei primi dieci, poi primi cinque… stiamo andando bene, ma la corsa è ancora lunga. Da fuori la gara sembra impegnativa, da dentro posso garantire che lo è ancora di più".

Gli americani stanno arrivando, sono in tutte le classi, come è cambiata la percezione del rally?
"Johnny Campbell, Robbie Gordon hanno aperto la strada, ma credo che la vittoria di Ricky Brabec nelle moto e Casey Currie in SSV abbia fatto breccia nel cuore degli americani. Adesso la Dakar non sembra così lontana e irraggiungibile".

Chi è stato il tuo mentore?
"
Sono cresciuto guardando Johnny Campbell, re delle Baja. Adesso guardo molto Toby Price e Nasser Al-Attiyah. Nasser è un grande campione ma ogni sera si interessa a me. Spesso ceniamo insieme".

Che consiglio le ha dato?
"Mi ha insegnato la pazienza. Restare lucidi e decidere quando spingere e quando essere più conservativo".

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