Dakar, Camion: il dominio Kamaz, la delusione Iveco

A metà maratona araba la classifica dei camion è capeggiata da due Kamaz con Karginov e Shibalov in fuga e il MAZ di Viazovich a inseguire a oltre mezz'ora. Gli altri sono staccatissimi: scopriamo perché l'Iveco non è fra i protagonisti di questa edizione.

Dakar, Camion: il dominio Kamaz, la delusione Iveco

La prima settimana della Dakar in Arabia Saudita ha già dato una sua fisionomia importante alla gara dei camion. Gli equipaggi si godono la giornata di riposo nella capitale Riyadh mentre le assistenze effettuano un completo rialzo dei mezzi in vista della seconda parte del rally raid che si preannuncia molto dura.

David Castera ha allestito una Dakar nella quale le doti di navigazione sono tornate prepotentemente protagoniste: sebbene sia stata criticata nelle prime fasi della corsa, l’idea di consegnare i road book solo un quarto d’ora prima della partenza, ha permesso di livellare in parte le prestazioni fra i team ufficiali e i privati, riportando nel bivacco un clima che sembrava dimenticato.

#503 MAZ-SPORTauto: Siarhei Viazovich, Pavel Haranin, Anton Zaparoshchanka

#503 MAZ-SPORTauto: Siarhei Viazovich, Pavel Haranin, Anton Zaparoshchanka

Photo by: A.S.O.

Ma al di là di tutto i valori alla fine emergono: la Dakar araba dei camion ha portato alla ribalta Sergey Viazovich con l’interessante MAZ 6440RR. Il bielorusso, che è anche il capo spedizione del marchio di Minsk, è stato l’unico capace di rompere l’egemonia del team Kamaz Master, vincendo la seconda tappa.

#516 Team KAMAZ Master: Anton Shibalov, Dmitrii Nikitin, Ivan Tatarinov

#516 Team KAMAZ Master: Anton Shibalov, Dmitrii Nikitin, Ivan Tatarinov

Photo by: A.S.O.

I russi non hanno lasciato che le briciole agli altri con due affermazioni del leader della corsa, Andrey Karginov, e altrettante di Anton Shibalov, mentre Dmitry Sotnikov si è trasformato in assistenza veloce dopo i guai causati da un masso all’anteriore del suo bisonte nella terza speciale e si è assicurato la quinta speciale correndo da… lepre.

I prediletti di Putin possono fare il gioco di squadra potendo contare su tre Kamaz 43509 di pari livello, mentre Sergey Viazovich deve arrangiarsi da solo con l’unico MAZ 6440RR competitivo. I suoi due compagni di squadra, il 28enne Vishneuski con un MAZ 5309RR con cambio automatico, e il 53enne Vasilievski che dispone di un mezzo analogo con trasmissione manuale, riescono a entrare nella top 10, ma non hanno le prestazioni per reggere la partita con lo squadrone Kamaz.

Viazovich è il grande artefice della prima settimana dei camion perché in sei tappe ha accumulato un ritardo di 36 minuti. Parliamo di un distacco che non è affatto determinante, anche se è difficile prevedere un colpo di mano nei confronti del team Kamaz Master che ieri ha perso Eduard Nikoaev.

#500 Team KAMAZ Master: Eduard Nikolaev, Evgenii Iakovlev, Vladimir Rybakov prima del ritiro

#500 Team KAMAZ Master: Eduard Nikolaev, Evgenii Iakovlev, Vladimir Rybakov prima del ritiro

Photo by: Red Bull Content Pool

Lo zar non è mai stato protagonista: Nikolaev è stato bersagliato dai problemi tecnici, per cui il vincitore delle ultime tre edizioni della Dakar dei camion è uscito mestamente di scena dopo l’esplosione del 6 cilindri da 13 litri capace di 1.050 cavalli.

Già giovedì l’equipaggio di Edourd era stato costretto a smontare la testata da 120 kg in speciale arrivando al bivacco alle prime luci del mattino, giusto in tempo per ripartire e bucare il monoblocco con una biella dopo 33 km della speciale di ieri, visto che il motore andava a cinque cilindri.

Andrey Karginov si gode la testa della graduatoria: "Ieri è stata una speciale di sabbia quasi senza pietre, ma con strade molto veloci e piccole dune che non hanno messo in difficoltà il nostro mezzo”.

Ruslan Akhmadeev, navigatore di Sotnikov, è ancora più drastico: "Nonostante la tappa fosse lunga, il road book era sottile. Ieri non c’erano problemi di navigazione che avremo domani, per cui l’unico dell’equipaggio che ha lavorato è stato Dmitry. L’unica cosa importante è che ho dovuto tenere d’occhio la pressione delle gomme".

#502 InstaForex Loprais Team Tatra: Ales Loprais, Petr Pokora, Khalid Alkendi

#502 InstaForex Loprais Team Tatra: Ales Loprais, Petr Pokora, Khalid Alkendi

Photo by: A.S.O.

E gli altri? Sono molto staccati: Ales Loprais con l’interessante Praga a motore Iveco è quarto ma staccato di quasi due ore. Il ceco, per credere in un podio, deve augurarsi nel cedimento di qualcuno che lo precede, altrimenti non c’è alcuna speranza.

Finora non abbiamo citato l’Iveco. Il marchio italiano non è mai stato protagonista, come se l’assenza di Gerard De Rooy abbia tolto al team Petronas De Rooy la punta di diamante.

#505 Team De Rooy IVECO: Janus Van Kasteren, Darek Rodewald, Marcel Snijders

#505 Team De Rooy IVECO: Janus Van Kasteren, Darek Rodewald, Marcel Snijders

Photo by: A.S.O.

L’olandese è sul campo come team manager della squadra olandese, ma il Powerstar Evo 3 bianco-verde di Janus Van Kasteren si trova dietro a quello giallo di Martin Macik: il ceco della Big Shock Racing è quinto assoluto senza grandi colpi di scena e, come Loprais, ha puntato sulla regolarità nella prima metà della Dakar per ambire ad un attacco nella settimana conclusiva.

Il team Petronas, invece, fatica con il solo Van Kasteren, visto che Victor Versteijnen e l’ex rallysta, Alberto Llovera, che è in lizza sebbene sia su una sedia a rotelle, non abbiano mai avuto l’opportunità di entrare nella mischia delle posizioni che contano. La squadra olandese questa volta ha schierato una line-up inadeguata per un marchio ambizioso come Iveco.

La delusione trascina anche FPT (Fiat Power Train) che aveva preparato motori Cursor 13 molto adatti al percorso della Dakar araba: la speciale di ieri, in particolare, avrebbe dovuto esaltare le qualità velocistiche dei 6 cilindri italiano, ma evidentemente i problemi sono altri e la supremazia Kamaz non è scalfibile in alcun modo.

#507 Riwald Dakar Team Renault: Gert Huzink, Rob Buursen, Martin Roesink con il camion ibrido

#507 Riwald Dakar Team Renault: Gert Huzink, Rob Buursen, Martin Roesink con il camion ibrido

Photo by: A.S.O.

Da non trascurare il Renault C460 di Gert Huzink: l’esperto olandese ha il merito di aver portato al debutto il primo camion ibrido nella maratona della ASO. Peccato che il pilota del team Riwald abbia pagato penalità per 14 ore, altrimenti vedremmo il camion francese molto più avanti nella graduatoria assoluta.

Fra i 42 equipaggi in classifica c’è anche quello Italtrans composto da Claudio Bellina, Giulio Minelli e Bruno Gotti che sono in gara con il loro DAF. Sono arrivati alla Capitale araba anche Antonio Cabini e Giulio Verzelletti con il Mercedes Unimog dell’Orobica Raid e Cesare Rickler Del Mare, l’ex giocatore di calcio del Bologna che è assistenza rapida dell’R-Team.

condivisioni
commenti
Dakar: è polemica Toyota-MINI sulla chiusura delle flange
Articolo precedente

Dakar: è polemica Toyota-MINI sulla chiusura delle flange

Prossimo Articolo

Dakar, Peterhansel: "Sainz può vincere. Pressione? La sento ancora"

Dakar, Peterhansel: "Sainz può vincere. Pressione? La sento ancora"
Carica commenti
Dakar: Audi, la RS Q e-tron cerca nuove vie di sviluppo elettrico Prime

Dakar: Audi, la RS Q e-tron cerca nuove vie di sviluppo elettrico

Audi ha svelato la RS Q e-tron, arma elettrica con cui andrà alla caccia della vittoria alla Dakar. La Caa dei 4 anelli punta davvero sulla propulsione elettrica, tanto da puntare forte su strumenti che altre categorie hanno reso standard e plafonate.

Dakar
25 lug 2021
Paradosso Formula E: chi vuole sviluppare l'elettrico se ne va Prime

Paradosso Formula E: chi vuole sviluppare l'elettrico se ne va

L'addio di Audi per abbracciare una categoria che permetta di sviluppare l'auto e la tecnologia elettrica da zero è un campanello d'allarme preoccupante. E ora anche la Extreme E propone innovazioni che vanno oltre quelle in uso dalla Formula E.

Dakar
9 apr 2021
Motorsport senza età: dieci Over 50 ancora vincenti e Campioni Prime

Motorsport senza età: dieci Over 50 ancora vincenti e Campioni

Il bello del motorsport è che spesso si rivela senza età! Fra i tanti veterani del panorama internazionale, ne abbiamo scelti dieci Over50 che ancora riescono a vincere gare e titoli. Ecco i loro nomi e profili in ordine anagrafico.

WTCR
24 mar 2021
Elena, molto più di un copilota. Ecco cosa perde Loeb Prime

Elena, molto più di un copilota. Ecco cosa perde Loeb

Loeb, convinto da Prodrive, ha annunciato che non correrà più alla Dakar con lo storico navigatore Elena perché considerato il problema dopo la deludente edizione 2021. Analizziamo cosa perderà certamente il "Cannibale" senza avere accanto Elena dopo 23 anni di sodalizio.

WRC
17 mar 2021
Dakar: KTM sconfitta, ma non con le ossa rotte (tranne Price) Prime

Dakar: KTM sconfitta, ma non con le ossa rotte (tranne Price)

La Casa di Mattighofen ha incassato la seconda sconfitta consecutiva, ma nonostante il ko del suo uomo di punta Toby Price ed una Honda capace di vincere 10 speciali su 13, è rimasta in lizza per il successo finale fino all'ultima tappa con Sam Sunderland.

Dakar
20 gen 2021
Dakar: Husqvarna e Yamaha, che delusioni! Prime

Dakar: Husqvarna e Yamaha, che delusioni!

Questi sono gli altri due marchi che si presentavano al via della Dakar 2021 con ambizioni importanti, ma solamente Pablo Quintanilla ha visto il traguardo, con un settimo posto molto distante dal secondo dello scorso anno. Scopriamo insieme cosa è successo.

Dakar
19 gen 2021
Dakar Camion: scopriamo qual è il vero segreto Kamaz Prime

Dakar Camion: scopriamo qual è il vero segreto Kamaz

Andiamo a scoprire come mai la Kamaz ha collezionato la 18esima vittoria alla Dakar, festeggiando anche una storica tripletta che non si ripeteva dal 2015. Non c'è solo una superiorità tecnica dei camion 43509, ma c'è un'intera città, Naberezhnye Chelny, nata e cresciuta intorno alla fabbrica, che vive per imporsi nel Rally Raid più famoso. C'è una scuola karting che forma i futuri piloti e li alleva con mezzi OTK forniti da Alonso. E, inoltre...

Dakar
17 gen 2021
Dakar 2021: il premio Fair play al team Orobicaraid Prime

Dakar 2021: il premio Fair play al team Orobicaraid

Hanno aiutato gli avversari diretti che si erano capotati su una duna e hanno perso molto tempo: Giulio Verzelletti, poi, ha dovuto chiedere l'intervento dell'elisoccorso a causa di una violenta colica renale, ma l'Unimog con Giuseppe Fortuna a Marino Mutti è arrivato al traguardo, dove il direttore di corsa, Castera, gli ha consegnato il premio Fair Play per aver interpretato al meglio lo spirito della corsa. E non sono stati nemmeno usclusi dalla classifica.

Dakar
16 gen 2021