Dakar 2020: arrivano provvedimenti contro i navigatori illegali

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Dakar 2020: arrivano provvedimenti contro i navigatori illegali
Di:
Co-autore: Valentin Khorounzhiy
Tradotto da: Lorenza D'Adderio

Gli organizzatori della Dakar hanno preso misure forti per evitare gli aiuti alla navigazione illegali ed altre pratiche in vista dell’edizione 2020.

A pochi giorni dall’inizio dell’edizione 2020 del Rally Dakar, si cerca di prevenire qualsiasi tipo di azione illegale. L’iniziativa, promossa dal nuovo direttore del rally David Castera, arriva come risultato del sospetto che alcuni team fossero stati in grado di aggirare il regolamento della navigazione nelle ultime edizioni della maratona attraverso l’utilizzo di vari strumenti.  

Secondo quanto appreso da Motorsport.com, in una misura fino ad ora senza precedenti, le 25 auto top di questa prima edizione in Arabia Saudita avranno due telecamere installate negli abitacoli che riprenderanno ogni tappa con l’obiettivo di verificare se qualsiasi concorrente utilizzi strumenti elettronici o altri metodi per facilitare la navigazione.  

Alle squadre è fatto divieto di utilizzare qualunque trasmettitore o ricevitore radio, collegamenti satellitari o sistemi di trasmissione dati, a meno che non siano stati forniti dagli organizzatori o ne sia stato autorizzato l’utilizzo. Le telecamere che monitoreranno gli abitacoli verranno alimentate dalle batterie delle auto e sono state provate da Castera e dal suo staff negli ultimi mesi.

Inoltre, l’articolo 28 P1.3 del regolamento per le classi Auto/Camion/SxS recita che i 10 equipaggi principali “devono consegnare i propri telefoni cellulari”. Questi verranno messi in una scatola che sarà sigillata e consegnata ad un marshal all’inizio della giornata e potrà essere aperta solamente all’arrivo della tappa.

Castera spiega a Motorsport.com: “Abbiamo lavorato molto sul controllo di tutta l’informazione della Dakar sulla rotta. Proviamo a tenere più cose all’interno dell’ASO, l’organizzatore dell’evento, altrimenti si discute sempre di chi ha il GPS in macchina, di chi ha la mappa della tappa e così via. Fermeremo tutto questo. Installeremo delle telecamere all’interno delle auto per verificare cosa c’è dentro, se c’è la presenza di GPS, telefoni, eccetera. Vogliamo rendere la gara più bilanciata, in modo che tutti abbiano le stesse opzioni”.

Mentre l’itinerario viene consegnato ad ogni partecipante il pomeriggio che precede ogni tappa, l’articolo 22 P4.5d) del regolamento specifica che “per alcune tappe, l’itinerario potranno essere distribuite la mattina stessa della partenza della tappa”. Questo sarà il caso di “massimo 4 tappe” e potenzialmente fino a sei delle 12 tappe della maratona nel tentativo di mitigare il vantaggio che i grandi team hanno dalle analisi satellitari della rotta.

Durante l’edizione 2019 in Perù, gli organizzatori hanno introdotto delle norme contro l’aggiunta di informazioni sull’itinerario o l’inserimento di note sulle macchine o vestiario. Queste regole restano in vigore anche per l’edizione di quest’anno, che partirà fra pochi giorni.

Lo scorso anno il pilota Honda ufficiale Kevin Benavides sembra aver infranto il regolamento e ha così ricevuto una penalità di tre ore per aver aggiunto degli appunti sulla moto. Benavides però ha affermato che la penalità non fosse giusta, perché la presunta infrazione al regolamento è avvenuta prima che entrasse in vigore la nuova regola. La penalità è stata annullata circa due mesi dopo la conclusione dell’evento, con Benavides che ha riconquistato il quinto posto finale nella classifica generale della Dakar.  

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Serie Dakar
Autore Sergio Lillo