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Dakar Dakar 2017, la presentazione

Dakar 2017, Coma: "La più difficile tra quelle in Sud America"

In occasione della presentazione di oggi a Parigi, il direttore sportivo della Dakar ha spiegato che la gara di quest'anno avrà tanta navigazione, diversi tipi di terreno e prove speciali lunghe. Senza dimenticare i passaggi in quota.

Elisabetta Caracciolo

Pubblicato: 23 nov 2016, 14:21

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Marc Coma, Sporting Director della Dakar

Etienne Lavigne, Dakar director

mappa della Dakar 2017

Joan Barreda, Honda

Atmosfera della presentazione

Mappa della Dakar 2017

Joan Barreda, Paulo Goncalves e Michael Metge, Honda

Foto di gruppo

Una Dakar con un marchio ben visibile, quello di Marc Coma. Questo sarà la Dakar 2017, presentata stamattina a Parigi in un Padillon d'A...che mai prima d'ora era stato utilizzato. Una presentazione in grande stile, aperta dal direttore generale della Dakar, Etienne Lavigne, e proseguita nel segno del pilota catalano.

Lo scorso anno Marc aveva avuto bisogno di inserirsi nell'ambiente ASO, si era guardato attorno, aveva studiato e messo a punto una strategia, e quest'anno ha mollato la bomba.

Non usa mezze parole Coma: "Questa sarà la Dakar più difficile di tutte quelle corse in Sud America" e questa è la prima carta che getta sul tappeto verde. E in questo cattura immediatamente l'attenzione dei piloti presenti in sala: incantati quelli che sono al debutto – il 26 per cento degli iscritti quest'anno – contenti i veterani che ritroveranno pane per i loro denti, preoccupati, quelli che in questi anni sono sopravvissuti senza troppa fatica a delle edizioni, per così dire, soft.

In parole povere: abbiamo finito di giocare. Dal 2 gennaio, giorno della partenza da Asuncion, in Paraguay, si farà sul serio, in una Dakar che per la prima volta in 39 anni di storia attraverserà ben tre capitali di tre Paesi diversi: Asuncion appunto in Paraguay, da cui partirà, La Paz in Bolivia dove i piloti si ritroveranno per il giorno di riposo, e Buenos Aires dove la carovana arriverà il 14 gennaio, dopo 12 tappe.

La porta della gara facile si è chiusa per aprire un nuovo orizzonte, quello di Marc Coma e la cosa che piace, molto, è la fiducia che i piloti hanno in lui. La frase più ricorrente a fine conferenza parlando del percorso di gara era: "Se lo dice Marc..." ad imprimere un sigillo di garanzia che è importante, e prezioso.

"Questa Dakar – prosegue Marc Coma, direttore sportivo della Dakar, al suo secondo anno di mandato ma al suo primo, vero effettivo ai posti di comando – ha tutte le caratteristiche che per me ha sempre dovuto avere questa gara. Navigazione, tanta, percorso vario con terreni di tanti tipi, oltre a quella che Lavigne ha chiamato la 'quarta dimensione' e cioè l'altitudine perchè mai prima d'ora la corsa è rimasta oltre i 3.000 metri per una settimana".

"Speciali lunghe, addirittura oltre i 500 chilometri, cosa che non accadeva da un po'" specifica Coma e confessa però che proprio perchè sarà una gara tosta hanno preferito non esagerare e fare una sola tappa marathon, tra l'altro senza parco chiuso nel senso che i piloti potranno – solo loro – lavorare sui propri mezzi in un parco assistenza. Trial, sabbia, fuoripista, oued e cordoni di dune, oltre che la coridgliera, la montagna sono i cavalli di battaglia di Marc Coma e i piloti sono, per la maggior parte contenti.

Anche se il nuovo sistema di navigazione, con i WPT del GPS disegnati in maniera diversa sulla strumentazione potrebbero creare qualche problema a più di qualcuno. Ma è ancora troppo presto per pensare a questo, per il momento bisogna godere di questo ritorno alle origini, e sognare. Poi, il 2 gennaio, ad Asuncion, si toccherà con mano quello che oggi, a Parigi, ASO ha ribadito per la sua Dakar 2017.

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