Dakar, Peterhansel: "Abbiamo vinto prima del previsto"

Il francese è orgoglioso del trionfo marchiato Peugeot, maturato grazie alla sua grande espienza

Prima della partenza di questa Dakar 2016 Stephane Peterhansel ci aveva detto di non sentirsi ancora pronto per la pensione nonostante i suoi 50 anni d'età, ma rimaneva anche dubbioso riguardo alle possibilità di ottenere un 12esimo sigillo nella grande classica dei rally raid. La risposta è arrivata 16 giorni più tardi, con la sesta affermazione a quattro ruote della carriera, la prima della Peugeot da quando ha lanciato il programma della 2008 DKR.

"E' un sogno vincere di nuovo, soprattutto in anticipo rispetto a quanto avrei previsto. E' una sorpresa, perché il nostro progetto è scattato appena un anno fa. Dobbiamo essere molto orgogliosi, perché all'inizio le cose parevano davvero complicate" ha detto "Mister Dakar" sul traguardo di Rosario.

Per la casa Francese si tratta della quinta affermazione assoluta alla Dakar, la prima nella versione sudamericana, ma soprattutto la prima con un pilota transalpino al volante. Anche questo sicuramente è un dato che aumenterà l'orgoglio di Peterhansel per questo risultato.

Stephane ha raccontato di aver fatto valere la sua esperienza alla distanza: "Ho fatto una gara tutto sommato normale. In un primo momento è stata difficile, perché nella prima settimana il percorso era molto veloce, quindi i piloti provenienti dal WRC come Carlos Sainz e Sebastien Loeb se la sono cavata meglio. Nella seconda settimana gli altri però hanno iniziato a commettere degli errori, mentre io sono rimasto sempre concentrato e sono riuscito ad evitarli. Ho grande esperienza, ma anche una grande squadra alle spalle".

"Peter" non ha avuto problemi poi ad ammettere che il percorso di quest'anno non gli sia andato particolarmente a genio: "Niente dune, niente deserto, è stato un rally più che una Dakar. Sicuramente non è stato un percorso da ricordare. Le fasi più difficili sono state nella seconda settimana, con il tratto di Fiambalà. Quella si che era la vera Dakar".

Anche se su di lui pende ancora il ricordo della Mini per il fantomatico rifornimento in presunta area non autorizzata, il francese ora vuole solo pensare a festeggiare: "Tutti i francesi facevano il tifo per me. Ora ho bisogno di una bandiera della Francia da portare sul podio, per dimostrare che tutto ciò che è francese è ottimo".

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A proposito di questo articolo
Campionati Dakar
Evento Dakar
Sub-evento Stage 13: Villa Carlos Paz - Rosario
Piloti Stéphane Peterhansel
Articolo di tipo Intervista
Tag auto, dakar, peugeot