Dacia: nei segreti della rinnovata Sandrider che corre alla Dakar 2026
Dacia si è presentata alla Dakar 2026 con una Sandrider piuttosto rinnovata rispetto alla passata stagione. Ecco cosa è stato modificato e quali sono i nuovi punti forti della vettura affidata ad Al-Attiyah, Loeb, Moraes e Gutierrez.
#212 The Dacia Sandriders Dacia: Cristina Gutierrez, Pablo Moreno Huete
Foto di: Red Bull Content Pool
Dakar 2026 | Dacia Sandriders
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Alla sua seconda apparizione ufficiale sul rally più duro al mondo, Dacia è subito seconda con l’equipaggio più esperto: quello del cinque volte vincitore del Rally, Nasser Al Attiyah. La Sandrider, sviluppata congiuntamente dal team Prodrive e il costruttore rumeno, presenta Arabia Saudita con un importante pacchetto di evoluzioni tecniche pensate per rafforzare la competitività del progetto. Tre gli aspetti principali su cui si sono focalizzati gli ingegneri: leggerezza, affidabilità e comfort per gli equipaggi, tradotto: riduzione del peso, miglioramento del raffreddamento, visibilità, affidabilità meccanica e un abitacolo più confortevole.
Gli ingegneri hanno innanzitutto avviato un intervento di alleggerimento: i pannelli della carrozzeria sono stati ridisegnati e realizzati con materiali più leggeri, mentre una nuova sezione posteriore — privata del vano bagagli — migliora l’agilità e l’equilibrio del veicolo. Un nuovo pannello posteriore sostituisce il precedente insieme strutturale, semplificando la manutenzione tra una tappa e l’altra.
Un’aerodinamica più raffinata
Dal punto di vista aerodinamico, il team ha ripensato la presa d’aria per un percorso più corto e ha riposizionato una scatola filtro per ottimizzare il flusso in ambiente sabbioso. Al posteriore, una nuova griglia del radiatore garantisce la circolazione dell’aria anche in caso di ostruzione parziale, mentre un filtro in schiuma sulla parte anteriore limita l’ingresso di sabbia nella ventola.
Anche i motori delle ventole – punto dolente dello scorso anno - sono stati rivisti per funzionare a una velocità più elevata con un’elettronica modernizzata, e un’unità DC-DC raffreddata ad acqua assicura la regolazione termica senza dipendere esclusivamente dal flusso d’aria ambientale.
#223 The Dacia Sandriders Dacia: Lucas Moraes, Dennis Zenz
Foto di: Red Bull Content Pool
Su indicazioni dei piloti, la visibilità notturna è stata ulteriormente migliorata: mentre i nuovi proiettori LED offrono un fascio più ampio e potente.
Sul piano meccanico, diversi componenti sono stati sostituiti o rinforzati: triangoli superiori più rigidi, frizione a carico ridotto, nuovo albero di trasmissione anteriore più resistente, torquemeter dotato di limitatore di coppia e nuove bielle omologate FIA per aumentare l’affidabilità del motore. Un nuovo software motore affina inoltre la gestione della coppia per restare entro i limiti imposti dalla FIA.
Comfort nell’abitacolo
La Sandrider versione 2026 integra nuove tecnologie di analisi a bordo: un sistema di telecamere interne per il monitoraggio delle prestazioni, oltre a un sistema opzionale di raffreddamento dei caschi, particolarmente apprezzabile nelle temperature estreme del deserto saudita. Basti pensare infatti, che nonostante l’aria condizionata, le temperature nell’abitacolo sono in media 45-50 gradi.
Per capitalizzare queste evoluzioni, Dacia ha duplicato gli sforzi e schiarato una quarta vettura con il neocampione del mondo Lucas Moraes, navigato dal tedesco Dennis Zenz.
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