Barreda nella storia: "Ho lasciato il segno alla Dakar!"

Joan Barreda è diventato il pilota spagnolo con il maggior numero di vittorie di tappa nella storia della Dakar e giustamente ha celebrato questo traguardo.

Barreda nella storia: "Ho lasciato il segno alla Dakar!"

La storia della Dakar non è scritta solo dai roadbook, dai cambiamenti di continente o dalle controversie di ogni edizione. La leggenda del rally più duro del mondo è nelle mani dei piloti, gli unici protagonisti di una corsa che appassiona mezzo mondo dalla fine degli anni '70. Da quando ha esordito nel 2011, Joan Barreda ha continuato a lasciare il segno anno dopo anno, e oggi lo ha fatto ancora una volta.

Il pilota della Honda ha centrato la sua 28° vittoria di tappa nel rally più duro del mondo, battendo il record di Jordi Arcarons come spagnolo con il maggior numero di successi nella storia della gara. E a questo punto si è portato a sole cinque dal record assoluto, 33, condiviso da Stephane Peterhansel e Cyril Despres.

Quando un piccolo gruppo di media, tra cui Motorsport.com, gli ha chiesto il suo pensiero a riguardo al bivacco di Al Qaisumah, ha risposto: "Quando penso di aver vinto una tappa sono felice, ma se mi fermo a pensare di aver vinto 28 tappe, è un qualcosa di cui sono orgoglioso e che dice molto dei miei ultimi otto anni alla Dakar, dove ho lasciato il segno".

"Arrivare a 33 sarebbe abbastanza complicato, ma vedremo. Penso che sarà difficile in questa Dakar, ma in futuro la verità è che nessuno lo può sapere. L'importante è stare bene, continuare a lottare e non perdere la motivazione".

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Barreda oggi ha recuperato parecchio terreno sui suoi rivali ed ora è 10°, 20'25" dietro al nuovo leader Sam Sunderland (GasGas). Lo spagnolo poi ha messo in chiaro che questa Dakar deve ancora entrare nel vivo.

"Sono felice, oggi è stata una buona tappa, soprattutto dopo il casino di ieri, con tanti piloti che si sono persi. Rimangono ancora molti giorni e sono sicuro che ci saranno dei frequenti cambiamenti nella classifica generale fino al traguardo. In ogni caso, la cosa importante è che la moto si sta comportando bene e che quest'anno mi sento forte fisicamente. Vedremo cosa ci riserveranno i giorni a venire", ha aggiunto.

"E' chiaro che ieri è stata una giornata come poche a memoria d'uomo. Così tanti big che perdono così tanto tempo è a dir poco strano. Stavo aprendo la pista e quella è la condizione in cui ci si può fare più male di chiunque altro. E' stato un duro colpo iniziare la Dakar in un modo così complicato, soprattutto dopo sei mesi di lavoro per cinque o sei ore al giorno. Arrivi qui e al primo giorno ti perdi. Ma ora posso solo pensare a fare il miglior lavoro possibile fino alla fine".

Il pilota della Honda riconosce che la filosofia di navigazione in Arabia è cambiata in modo significativo rispetto al Sud America, anche per il divieto di avere informazioni extra oltre a quelle che l'organizzazione dà nel roadbook ogni mattina.

"Non è facile, perché la navigazione è cambiata, è un tipo diverso, nella quale bisogna prestare molta più attenzione ai CAP. E' stato molto difficile per me l'anno scorso all'inizio e infatti quest'anno abbiamo lavorato molto su questo tipo di navigazione in Arabia Saudita, che è totalmente diversa".

"L'unica cosa che posso fare è stare concentrato ed andare più piano del solito per essere sicuro di navigare bene. Se faccio un errore poi posso tornare indietro per perdere meno tempo. Poi c'è anche una tappa più lunga, la quarta, che non sarà facile, quindi domani dovremo cercare di fare attenzione", ha concluso.

#88 Monster Energy Honda Team 2022: Joan Barreda Bort
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Foto di: Honda Racing

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