Argentina e Bolivia vogliono tenersi stretta la Dakar

Le voci di un approdo nell'America del nord non sembrano spaventare gli attuali paesi ospitanti

Tra meno di una settimana andrà in archivio anche l'edizione 2016 della Dakar, l'ottava che si disputa nel continente sudamericano. E' normale quindi che si cominci a parlare anche della prossima edizione, con alcuni gossip che vorrebbero la corsa pronta per un altro cambiamento epocale, con un approdo nell'America del nord.

Tuttavia, i paesi ospitanti sembrano determinati a non cedere lo scettro. Per esempio, il Ministro del Turismo argentino, Gustavo Santos, ha detto: "L'intenzione è quella di mantenere il nostro paese legato ad un marchio importante come la Dakar".

Secondo lui serve un lavoro integrato con gli altri paesi disposti ad ospitare il passaggio della carovana: "Dobbiamo essere abili a pensare in maniera sinergica. Immagino di dividere l'organizzazione della Dakar con altri paesi o con altri eventi. Questo significherebbe avere un'integrazione con l'intero Sud America".

E la pensano alla stessa maniera anche in Bolivia. Basta leggere le parole del Ministro dello Sport Tito Montano per capirlo: "Penso che sarebbe utile incorporare altre tappe in diverse regioni, aumentando così le zone toccate dalla corsa. Uyuni è cambiata molto con la Dakar. Normalmente qui c'è una forte presenza di turisti, ma quando arriva la Dakar, praticamente tutto il paese si concentra qui. I vantaggi di avere la Dakar sono molti".

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