Renault Clio RS: per Motorsport.com un quarto di... nobiltà a Imola!

Franco Nugnes racconta l'esperienza dall'abitacolo della Clio RS dell'Oregon Team nell'ultimo appuntamento del monomarca a Imola. Con il quarto posto in Gara 1 all'Enzo e Dino Ferrari, Motorsport.com è secondo nella Clio Cup Press League...

Renault Clio RS: per Motorsport.com un quarto di... nobiltà a Imola!
Franco Nugnes, direttore Motorsport.com - Italia
Renault Clio RS CUP #33, Franco Nugnes, direttore Motorsport.com - Italia
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Partenza
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La telefonata di Domenico Porfiri è cominciata così: “Hai ancora voglia di indossare la tuta ignifuga? Perché Renault Italia ha organizzato la Clio Cup Press League, una sfida fra giornalisti nell’ambito del monomarca tricolore. Non ti tirerai mica indietro?”. La voce era la stessa di colui che nel 1991 mi aveva proposto di partecipare alla gara del Mugello nel campionato inaugurale della Clio.

In mezzo sono trascorsi 25 anni, un’era geologica per chi corre. Renault Italia non ha mai abdicato al ruolo di marchio che promuove il motorsport. A tutti i livelli: la Casa francese è tornata in F.1 quest’anno, ma non ha mai tralasciato di allevare i campioni che poi sono arrivati nel Circus attraverso F. Renault 2000 e F. Renault 3.5, ma è con la Clio che ci ha sempre messo la… faccia, mandando in pista il proprio prodotto di serie.

Clio RS: 220 cavalli dal 1,6 turbo

La Clio RS è giunta alla quinta generazione e nel tempo si è trasformata in una vera macchina da corsa, per quanto il vestito sia quello della vettura che si vede normalmente per strada. Anzi vi posso assicurare che l’abito non fa il… monaco, perché l’aspetto esteriore rende solo parzialmente l’effettivo livello di competitività di questo piccolo “mostro”: si sono spremuti 220 cavalli di potenza dal quattro cilindri sovralimentato di 1,6 litri e la coppia è di 280 Nm, mentre il peso è di 1.180 kg. Insomma un “felino” con le unghie che sa graffiare.

La sfida è presto spiegata: una macchina, la Clio RS curata dall’Oregon Team, e dodici giornalisti iscritti come “wild card” che si alternano al volante nei sei appuntamenti dell’impegnativo monomarca organizzato dalla Fast Lane Promotion. Quello che fra qualifica e gara ottiene il miglior piazzamento si aggiudica la Press League. L'idea è di Rosa Sangiovanni, Press & Product Communication Manager di Renault Italia, realizzata alla grande da Domenico Porfiri e Barbara Petrivelli.

Una macchina per 12 giornalisti

Il format riservato ai giornalisti è piuttosto impegnativo perché molto condensato: mezz’ora di prove libere per scoprire la Clio RS, poi 15 minuti di qualifiche e la gara di 25 minuti. Chi corre da solo, invece, raddoppia la razione di divertimento.

Alessandra Brena ed io dividiamo la macchina numero 33 nell’ultimo appuntamento di Imola. Abbiamo un vantaggio: conosciamo già il risultato degli altri colleghi. Bisogna piazzarsi meglio di Emiliano Perucca Orfei: dodicesimo in qualifica e ottimo quarto in gara a Misano dopo una grande rimonta.

Una griglia piena di marpioni

Il più giovane e (molto) allenato collega corre con regolarità in pista e in salita e per cui sarà difficile sperare di fare meglio. Anche perché la combriccola dei protagonisti della serie tricolore è di valore pregiato: Cristian Ricciarini, campione 2016 che è tornato a scolpire il suo nome nell’albo d’oro dopo sette anni, e il suo sfidante, Fabio Francia, sono nomi che non hanno bisogno di presentazioni.

Aggiungiamoci i giovani Alfredo De Matteo e Marco Fiore, campione junior, per capire che c’è poca trippa per i gatti. E nella comitiva si è infilato pure John Files, l’inglese re del TCR tedesco, giunto all’Enzo e Dino Ferrari con l’intento di dare man forte a Francia nel team Rangoni. La tabella dei tempi, forse, converrebbe guardarla rovesciata…

Trattati come… piloti professionisti

È meglio affrontare il week end con lo spirito di chi non ha niente da perdere e ha una grande opportunità di divertirsi. Tanto più che siamo trattati come dei piloti professionisti, perché a tutte le formalità burocratiche provvede Barbara Petrivelli, la coordinatrice della Clio Cup.

È un onore perché è la stessa appassionata Barbara che ai tempi della F. Renault 2000 aveva tenuto a battesimo tanti campioni, Lewis Hamilton compreso: “Me lo ricordo proprio sul podio di Imola. Si era commosso per la vittoria e mi aveva abbracciato dopo che lo avevo premiato. Quel gesto non l’ho mai dimenticato…”. Nel box c’è Luca, il tecnico del team Oregon: è un tipo che sprizza simpatia, anche se è di poche parole. Sa quello che dice, ma, soprattutto, sa quello che fa. Ci invita a entrare nell’abitacolo della RS per trovare la giusta posizione di guida. A differenza di tante altre macchine da corsa non sono necessarie molte contorsioni per accomodarsi nel “guscio” del sedile anatomico.

Il volante computer come in... Formula 1

Ogni comando è a portata di mano: la Clio RS dispone di un vero e proprio volante computer. Non è complicato come quello delle Formula 1, ma si trova tutto quelle serve. Funzionale e facile da usare anche per chi non ha dimestichezza. Sette i pulsanti disponibili: sul lato sinistro ci sono a raggiera dall’alto in basso, lo spruzzino del tergi, il pit limiter (si procede a 60 km/h in prima a 2.900 giri) e la radio. A destra troviamo, le luci, il tergi, la selezione delle marce, e la possibilità di girare le pagine del menù del display digitale.

È configurabile a proprio gusto, ma ci teniamo la versione standard che basta e avanza: contagiri blu in alto, marcia inserita al centro, tempo sul giro a sinistra e valori di controllo del motore a destra. Oltre agli allarmi, ma quelli spero di non vederli illuminarsi mai…

Dietro al volante con una buona impugnatura ci sono i paddle del cambio: a destra si inseriscono le marce, a sinistra si scalano. Per mettere la prima si schiaccia la frizione (è l’unico momento in cui serve) e si pigia il pulsante del cambio sul volante prima di tirare la leva di destra. Poi, una volta in movimento, si procede usando solo due pedali. Gli specialisti frenano con il piede sinistro, io non ci penso nemmeno…

Un paio di testacoda nelle prove libere

La mezz’ora di prove libere si disputa sull’asciutto: si montano gomme Dunlop usate. Bisogna prendere le misure alla macchina e alla pista. Fa freddo e specie gli pneumatici posteriori non vanno in temperatura. Non appena si accenna a spigolare una curva il retrotreno decide di andare per i fatti suoi. Caspita, questa Clio RS ha un’indole un po’ ribelle. Un paio di testacoda evidenziano che l’approccio non è stato troppo gentile, mentre in frenata bisogna “pestare” con forza sul pedale se non si vuole “strisciare” con il posteriore. Le fumate in staccata saranno anche spettacolari per chi le vede, ma la gomma soffre inutilmente. Forse è meglio mettere giudizio: terz’ultimo, ma a 4”5 dalla coppia Ricciarini – Francia. Sono una vita!

Luca non fa una piega: ascolta la mia telenovela in religioso silenzio: “Vorrei che il dietro girasse di più: possiamo aprirla e aumentare l’angolo di camber?”. “Non c’è problema – spiega – abbiamo fatto un assetto base. Parlane con Alessandra: se siete d’accordo possiamo regolare l’assetto in modo più spinto e vedrai che ti troverai meglio”. Basta guardare il retrotreno di quelli che vanno forte: l’inclinazione delle ruote dietro è impressionante: poca superficie della gomma in rettilineo (così si riduce l’attrito) e maggiore impronta a terra in curva quando la situazione si fa più critica. Quella è la strada da seguire, ben sapendo che la macchina, molto prevedibile nelle sue reazioni, diventa più difficile…

Nel briefing il direttore di gara è piuttosto rigoroso: possiamo mettere le ruote dove vogliamo, ma ci sono due telecamere dedicate che riprendono l’uscita delle Acque Minerali e la Variante Alta. Chi va con le quattro ruote oltre la riga bianca che delimita la pista si vede annullare il tempo.

Tre tempi cancellati in qualifica!

Bella storia, considerato che la qualifica dura solo 15 minuti e a Imola si gira in oltre due minuti. Fra giro di entrata in pista, quello per scaldare le gomme (sono nuove solo quelle anteriori) non resta molto per cercare di… fare il tempo. Anche i soliti buoni sparano la loro prestazione solo nel finale perché al mattino presto fa un freddo barbino nonostante spunti il sole del primo mattino del sabato. Cerco di sfruttare meglio la frenata e mi aggrappo al cambio specie alla Variante Alta: quinta, quarta, terza. Due volte sono lungo e decollo sui panettoni, volando dritto oltre la famigerata riga bianca. M’immagino il direttore di gara: “Cancellate il tempo al numero 33!”.

La tornata successiva, finalmente, trovo il mio punto di staccata ideale e scopro di poter aprire il gas molto prima di quanto non abbia fatto in precedenza. Forse… troppo presto e così vengo di nuovo messo in… riga. Altro giro, altro… regalo (dicevano alle giostre). Se non altro ho messo a posto l’uscita dalla seconda della Rivazza e sul dritto gongolo per la seconda velocità massima: 214,6 km/h alla pari con Di Matteo. Non è tutto da buttare via in vista della gara.

Decimo in griglia dopo il forfait di Nardilli

Ovviamente non mi risparmio una sabbiatura alla prima della Rivazza: niente danni, ma tempo perso. Il responso parla chiaro: 11esimo in griglia. Non sapevo che sarei partito nella top ten perché Davide Nardilli è finito a muro all’uscita della seconda del Tamburello. Macchina distrutta, ma il giovane pilota se l’è cavata per fortuna solo con un po’ di dolori dappertutto.

La Clio RS è sincera: quando guidi bene volti con poco angolo di sterzo e puoi accelerare in fretta. Se, invece, inizia il sottosterzo e il muso vuole andare per la tangente senza seguire la traiettoria è segno che stai facendo un gran casino. Ma l’animale è di razza: vuole essere condotto con decisione, senza essere brutalizzato. La gomma nuova non l’ho proprio sfruttata, ma il gruppetto di quelli davanti a me non sembra imprendibile.

La tattica del ragioniere

Guardo la classifica della Clio Press League e scopro che, tutto sommato, in qualifica sono secondo dietro ad Alessandra che stampa un eccellente quinto tempo. È lei la candidata al successo finale e se la giocherà con Masterpilot. Forse varrebbe la pena costruire una tattica di gara da “ragioniere”: mantenendo la posizione del via, si potrebbe sperare in un paio di ritiri per conquistare il terzo posto nella League. Massima resa con il minimo sforzo.

Luca se la ride perché non capisce se dietro al giornalista dai capelli grigi si nasconde Dottor Jekyll o mister Hyde. “Come è andata Franco?”. “Mi sto divertendo, ho capito come la Clio RS va guidata, ma vorrei ancora camber…”. Un cenno d’intesa basta per capire che c’è complicità. E, sicuramente sta bene anche ad Alessandra.

La pioggia complica tutti i piani

Fra le qualifiche con il sole e la Gara 1 del tardo pomeriggio c’è il diluvio. La pista è ancora bagnata quando è il momento di schierarsi, ma chi ha corso prima di noi ha tracciato una striscia più asciutta in traiettoria. In griglia vado con quattro Dunlop rain. Mi guardo intorno e vedo un gran lavorio sulle macchine che mi precedono. C’è chi azzarda quattro slick e chi rimonta le rain dopo aver messo le gomme da asciutto.

Gomme slick davanti e rain dietro: grazie Oregon!

Luca non perde la calma: “Franco che facciamo? Sta scadendo il tempo…”. “Rischiamo, caro Luca!”. Altro che gara da ragioniere, altro che ottavo posto. La sentenza? Slick davanti e rain dietro. È una scelta vincente che il team Oregon ha azzeccato con altri sulla griglia, dopo tattici togli e metti.

Nel giro di formazione della griglia scaldo le gomme (e i freni) in modo maniacale: la Clio RS risponde perfettamente ai comandi. È incredibile: forse abbiamo trovato la quadra proprio prima del via di una gara con l’asfalto viscido, quello più infido. Cercherò di far valere l’esperienza di anni di corse.

Al via non metto il motore a limitatore, ma preferisco scattare in progressione non appena si spengono i semafori: nonostante tutto le gomme anteriori pattinano e preferisco infilare la seconda sotto coppia per prendere velocità. Nei primi due giri decido di stare a… guardare per vedere che succede a quelli che hanno rischiato le quattro slick.

Nel buco fra Pelizzari e Ciocca

Nelle prime curve è un valzer di traversi, mentre mi concentro a cercare linee pulite e frenate sicure per aiutare le gomme a entrare in temperatura. Chiudo la prima tornata nono e sono già settimo alla seconda: Francesco Pellizzari, sulla seconda vettura del team Oregon, mi attacca all’interno del Tamburello, mentre Ciocca fa lo stesso all’esterno. Hanno una velocità che non gli permette di svoltare: si toccano e rimbalzano fra di loro. Si apre un varco e mi ci infilo passando indenne.

La Clio RS proprio con l’assetto più estremo sembra farsi tirare per le briglia: prendo fiducia e comincio a tirare nella consapevolezza che le gomme sono in temperatura. Le rain dietro danno aderenza ogni volta che si mette una ruota sul bagnato. E, credetemi, nessuno ha fatto traiettorie da acqua. Nessuno ha evitato un cordolo o un panettone! Sembrava che la mia 33 avesse le… ventose sull’asfalto. Sul display il tempo sul giro migliora giro dopo giro e quelli con le rain sono inevitabilmente andati in crisi.

La sabbiatura alla Rivazza

Mi avvicino di gran carriera a Fiore e Danetti che se le stanno dando di santa ragione: al quarto giro il giovane Essecorse esce alla Rivazza e guadagno una piazza: sono sesto. Il mio passo su Max è più veloce. Mi accorgo che il pilota della MC Motortecnica comincia a guardare negli specchi perché adotta traiettorie più difensive. Lo studio per un giro e vedo che è in difficoltà all’uscita della Tosa e nella salita delle Acque Minerali. Lo attaccherò in quei punti, facendomi vedere negli altri. In realtà iniziamo una battaglia bellissima a suon di staccate, ma senza mai sfiorare le portiere con sorpassi continui.

Alla prima della Rivazza del settimo giro azzardo una staccata in discesa: mi rendo conto di essere lungo e mi infilo nella via di fuga senza togliere il piede dal gas, mentre Danetti è accorto a non venirmi addosso. Sarebbe la fine di una gran goduria. Max riprende un certo vantaggio, ma la “belva” galleggia sulla sabbia bagnata: per andare a riprenderlo siglo il quarto giro veloce in 2’10”486 dopo aver ottenuto la migliore velocità massima a 210,1 km/h.

Danetti è di nuovo nel mirino, ma aspetto il momento giusto per portargli l’attacco che deve essere quello decisivo.

Bella e corretta la battaglia con Danetti

Rompo gli indugi all’11esimo giro: manovra di disturbo alla Villeneuve e attacco all’uscita della Tosa: questa volta mi concentro per fare un giro pulito e togliermelo dal retrotreno. Sposto lo specchietto, non voglio guardare dietro. L’obiettivo è la bandiera a scacchi. Sono quinto, ma Francia viene penalizzato di 25” per un contatto. Fabio precipita sesto, dietro a Danetti che nel giro di rientro al parco chiuso si affianca sportivamente per un saluto (Max vincerà gara 3 della domenica sotto a un vero diluvio, bravo!).

Scopro di essere quarto dal sorriso di Luca da orecchio a orecchio: “Ti sei divertito, vero? Forse non sai che sei in testa alla Clio Press League”. Caspita, volevo giocare per il terzo gradino del podio e sono in lizza per il titolo. Il gusto del primato dura fino a domenica mattina, quando Alessandra conquista (ed è la parola giusta) un combattutissimo quarto posto partendo quinta. Mi inchino alla Regina che ha meritato lo scettro. Ma questa volta il… secondo è servito!

 

 

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