Renault Clio Cup 2021: non chiamatela "entry-level"

Abbiamo provato - e, soprattutto, corso - ad Imola in occasione dell'evento emiliano del campionato Renault Clio Cup Europe 2021. Questa è stata l'occasione migliore per testare la piccola della casa francese, spinta da un motore da 1.3 litri capace di una potenza di 180 CV a fronte di un peso di 1.040 kg. Allacciatevi il casco, che si inizia...

Giunta alla sua quinta generazione, era naturale attendersi una declinazione in salsa corsaiola della Renault Clio. E, dopo averla ammirata due anni fa a Milano e lo scorso ottobre in quel di Monza, oggi siamo in grado di scatenare in pista la Renault Clio Cup V. E non su una pista qualsiasi, l’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola, in occasione della tappa emiliana del monomarca europeo. 

Leggi anche:

Ad un primo impatto visivo, nelle colorazioni e nelle grafiche che caratterizzano la vettura destinata alla Press League – campionato interno all’Europeo destinato alla stampa – spiccano gli iconici giallo/nero di Renault Sport che, se fosse possibile, rendono l’auto ancor più cattiva. Splitter frontale, minigonne, assetto ribassato, spoiler e diffusore posteriore completano un quadro estetico decisamente ben riuscito che regala un look deciso a questa Segmento B francese lunga 4,05 metri per 1,98 di larghezza ed 1,40 di altezza. 

Una volta aperte le portiere, siamo accolti da un abitacolo la cui sportività è ben decisa e definita ma non estrema. Perché, si, se è vero che roll-bar e sedile con cinture a cinque punti firmato Sabelt dominano la scena in lungo ed in largo, è altrettanto vero che cruscotto e dashboard sono davvero molto vicini alla vettura di serie. Scelta comprensibile, comunque, in un’ottica di riduzione dei costi. 

Marco Congiu, Motorsport.com

Marco Congiu, Motorsport.com

Photo by: Davide Cavazza

Il volante perde tutta la serie di pulsanti presenti su quello della precedente generazione di Clio Cup: mantenendo per precisa scelta le leve dove si azionano i tergicristalli e le luci, infatti, rimangono unicamente i pulsanti del pit-limiter e della radio da poter premere con il pollice sinistro. 

Al contrario, piacevole scoperta ed introduzione di questa quinta serie è la leva del cambio: si tratta di un meccanismo a 5 rapporti realizzato da Sadev, lo stato dell’arte per la categoria. La sua vicinanza al volante è evidente e, com’è ovvio, necessaria a far muovere la mano destra il meno possibile alla sua ricerca in fase di scalata-salita di marcia. 

Anche il motore è una novità: diminuiscono cilindrata e potenza rispetto alla quarta generazione, perdendo circa 20 CV – siamo a quota 180CV e 320 Nm di coppia massima – erogati da questo quattro cilindri da 1.3 litri turbo della famiglia TCe. 

Completano il quadro cerchi da 17” che equipaggiano pneumatici Michelin slick o rain, a seconda delle condizioni meteo. 

Azione in pista

Azione in pista

Photo by: Davide Cavazza

Imola è una pista che incute del sacro timore: tolta l’ovvia ruggine figlia del lockdown, si affinano al massimo i sensi per carpire ogni segnale che la Renault Clio Cup trasmette. La prima sensazione è di avere ovviamente tra le mani un oggetto da maltrattare sapientemente per essere sfruttato a dovere: il posteriore, come tutte le vetture a trazione anteriore, è molto ballerino soprattutto nelle frenate più decise – chicane del Tamburello e Rivazza Uno su tutte – quindi bisogna imparare a fidarsi in fretta, a giocare con il gas per riallineare la ripartizione dei pesi in accelerazione e, soprattutto, non mostrarsi indecisi. I muri, ad Imola, non sono troppo distanti dall’asfalto. 

Lo sterzo è rapido e preciso: pesante il giusto, regala feedback immediati portando sempre la Clio Cup dove l’occhio guarda senza esitazioni. Il motore spinge bene fino alla soglia dei 5.200 giri/min per poi calare leggermente: il sound inonda l’abitacolo, ed è già un buon segnale del cambio marcia, mentre per quanto riguarda l’indicazione visiva appare sulla parte destra della dashboard, spostata dall’asse naturale di vista. Gusto personale, avrei preferito un sistema di accensione LED alle ore 12 della corona dello sterzo come sulla precedente generazione, ma ci si adatta abbastanza rapidamente anche a questo sistema. 

Il cambio a 5 marce è immediato: l’auto non esita un decimo in accelerazione, sprigionando tutta la cavalleria e, paradossalmente, nonostante al giorno d’oggi siamo abituati a vedere anche sulle vetture di serie i famosi “paddle”, tanto la scalata quanto la salita di marcia regalano un fascino vintage che fa solo un gran piacere. 

Il pedale del freno è duro come ci si potrebbe aspettare su una macchina da corsa. Per i neofiti, è bene ricordare che il sistema di frenata in pista è l’esatto opposto di quanto facciamo regolarmente sulle strade di tutti i giorni: il primo bite – o, se preferite l’italiano, pestone – sul freno deve essere quello più forte, per poi andare ad alzare gradualmente il piede facendo riacquistare direzionalità alle ruote ed evitando il bloccaggio. Portare la frenata in curva, in pochi e sapienti punti della pista, rappresenta il miglior modo per farsi amico il cronometro al termine del giro. 

Marco Congiu, Motorsport.com

Marco Congiu, Motorsport.com

Photo by: Davide Cavazza

La Clio Cup di quinta generazione è una vettura da gara che offre sempre una piacevole sensazione di sicurezza e protezione, senza ovviamente tralasciare tutti quei feedback che continuano ad arrivare da un valido telaio e da un comparto sospensivo che è messo a dura prova sui panettoni delle varie chicane, Variante Alta in primis dove non bisogna essere timidi nei tagli. 

Ovviamente, non c’è nulla che pratica ed allenamento non possano migliorare, ma sapere di poter contare sul supporto di un team storico, importante e disponibile come l’Oregon offre una grande mano a chi corre ad Imola per la prima volta. I consigli non mancano, i confronti con i piloti e gli uomini del team nemmeno: si è tutti parte di una famiglia, da chi lotta per la top ten a chi sgomita nelle retrovie. 

La Renault Clio Cup di quinta generazione si rinnova totalmente senza perdere il proprio DNA. Rimane, infatti, l’auto di riferimento per i giovani che vogliano scendere dal kart per avere un primo assaggio dei tracciati più blasonati a livello europeo a costi accessibili, oltre che la vettura di gentleman che hanno un valido trascorso tra le GT alla ricerca di qualcosa di meno impegnativo, ma non per questo meno divertente e difficile. 

Il prezzo è interessante, se si considera cosa si ottiene per quella cifra: 37.900 euro più IVA per mettere in garage questa generazione di Clio Cup che, all’occorrenza, con pochi e sapienti lavori più essere adattata anche per correre nei rally o nel rallycross. 

Marco Congiu, Motorsport.com

Marco Congiu, Motorsport.com

Photo by: Roberto Piccinini

condivisioni
commenti
Clio Cup, Imola: Pouget mette la firma su Gara 2
Articolo precedente

Clio Cup, Imola: Pouget mette la firma su Gara 2

Prossimo Articolo

Imola: una prima volta che vale una vita

Imola: una prima volta che vale una vita
Carica commenti