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Andreucci, la Targa Florio e i rally da cambiare...

Il campione italiano tema Scandola e la Skoda, ma guarda anche la futuro della specialità...

Franco Nugnes

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Modificato: 23 lug 2015, 18:40

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Paolo Andreucci va al Targa Florio nella consapevolezza di essere il leader del Campionato Italiano Rally con la Peugeot 207 S2000. La prova siciliana inaugura un nuovo ciclo di appuntamenti, dopo le prime gare caratterizzate dalle condizioni miste che hanno permesso al campione in carica di far valere il suo bagaglio di esperienza. Sull'asfalto asciutto e con il caldo dell'isola emergeranno i reali valori tecnici della stagione 2012, per cui Paolo dovrà fare i conti con la Skoda Fabia di Umberto Scandola e la Ford Fiesta di Giandomenico Basso, vetture più recenti e, quindi, più evolute della sua 207 “larga”, ma dovrà confrontarsi anche con gli specialisti dell'IRC, Mikkelsen e Kopecky con altre due Skoda Fabia S2000 “L'ho sempre detto che quest'anno sarebbe stata dura perchè la Skoda ha messo in campo una bella squadra e una buona macchina e un ottimo pilota. Sono sempre di quasta idea, anche se arrivo al Targa Florio con un vantaggio di 17 punti su Scandola. È ancora un margine troppo esiguo per stare tranquilli: basta che io mi fermi una volta e lui vinca per vedermelo passare davanti di 8 lunghezze. In un campionato che è molto corto, con otto prove, di cui solo sette valide per la classifica tricolore, basta ritirarsi una volta per scombinare tutti i piani”. Al Targa Florio andrai all'attacco o giocherai in difesa? “La lotta per il titolosarà aperta fino all'ultima gara e già a San Crispino ho dovuto sudare parecchio per stare davanti. Adesso andiamo verso appuntamenti su asfalto e con il caldo. Cambiano le condizioni climatiche: le prime due prove sono state fredde, c'erano condizioni di viscido per cui si è corso con regolazioni diverse. Al Targa Florio scopriremo quale sarà il vero potenziale di ciascuna vettura e di ciascuna squadra”. Se la mettiamo da questo punto di vista è ovvio sottolineare che la Skoda Fabia di Umberto Scandola, ma soprattutto la Ford Fiesta di Giandomenico Basso sono più evolute e recenti della tua gloriosa Peugeot 207 S2000... “Noi abbiamo una grande esperienza sulla 207 per cui conosciamo alla perfezione il suo comportamento nelle condizioni miste e la Pirelli ha fatto un lavoro eccezionale sulle gomme, per cui ci siamo difesi alla grande, ottimizzando il potenziale che avevamo a disposizione. Bisogna vedere ora cosa riusciremo a fare nelle gare relativamente più semplici dal punto di vista tattico e strategico. Sono sicuro che sarà una battaglia molto dura...”. Nella partita tricolore con Scandola, un Basso vincente ti può fare gioco? “Se Basso non ci fosse stato al 1000 Miglia io avrei guadagnato sette punti su Umberto e non solo due. L'ideale è che si infili in mezzo a noi due, rubando punti a Scandola, ma non si può escludere che possa vincere la Skoda e lui stia davanti a me, per cui potrebbe diventare importante nella partita per il titolo”. Qual è la gara che temi di più? “La Skoda sulla terra ha mostrato di essere molto competitiva, ma scopriremo il vero potenziale della Fabia da qui in avanti: le prossime tre gare saranno determinanti. Diciamo che è eccellente essere arrivati a questo punto della stagione con 17 lunghezze di margine da gestire, perché la vedo abbastanza dura...”. Non c'è solo una sfida fra Peugeot e Skoda, ma anche una bella battaglia fra gommisti: Pirelli contro Michelin... “Con la Pirelli abbiamo sviluppato gomme che finora sono andate molto bene: nelle condizioni miste, quando si alternano prove asciutte a quelle scivolose o bagnate, hanno un largo impiego. Insomma non abbiamo punti deboli: lo abbiamo dimostrato al Ciocco e al 1000 Miglia. Sulla terra non abbiamo mai avuto problemi. Dobbiamo scoprire come siamo messi sull'asfalto caldo. Devo dire che sono molto fiducioso perché Pirelli ha fatto un po' di sviluppo e saremo certamente competitivi...”. Guardiamo più avanti nel futuro e hai cambiamenti regolamentari che arriveranno l'anno prossimo... “Mi auguro che le nuove vetture con il regolamento R5 possano godere di una maggiore potenza di quella delle Super2000 e si possa arrivare fino a 350 cavalli. Se si teme che i costi possano salire troppo, basta fare durare la stessa unità per mezza stagione, limitando i propulsori come già accade in altre categorie. Mi rendo conto che bisogna fare i conti con la crisi, però bisogna anche fare in modo che ci sia lo spettacolo”. Le Super2000 non sono divertenti da guidare? “Non facciamo confusione. La macchina è molto tecnica, divertente ed impegnativa, ma te ne rendi conto solo se ti faccio salire sulla mia 207. Vista da fuori, invece, non dà la stessa impressione. Da vedere tutto sommato è la 207 che si incontra per strada: sarebbe bello dargli un aspetto più corsaiolo con codolini e ali. Eppoi non fa rumore! Non apriamo lo scarico, ma almeno lasciamo piena libertà nell'aspirazione. Ho la sensazione che la Federazione Internazionale non sia l'organo di governo che decide le regole, ma in realtà ratifica le scelte di altri fatte da fuori...”. E cosa bisognerebbe fare per ridare un po' di spettacolo ai rally tricolori? “Intanto selezionare bene le gare, scegliendo quelle con le speciali più belle. Evitando i tornanti fra le balle di paglia utili alle riprese televisive. È necessario individuare delle strade che facilitino le riprese della tv con un dosso, lo sconnesso e il veloce e senza offrire il desolante passaggio da gimkana che allontana gli appassionati anziché avvicinarli. In materia televisiva siamo rimasti molto indietro rispetto ad altre discipline sportive e sono sicuro che si possa lavorare molto. Mi ricordo le riprese di Piero Comanducci che andava a cercare i punti più suggestivi per dare risalto alle sue immagini che non dovevano mai essere banali. Oggi in una partita di calcio riusciamo a vedere i gol da tutte le angolazioni. Nei rally siamo ancora fermi alle riprese del fallo laterale...”. È una questione di mezzi e di uomini? “Non scherziamo, abbiamo degli operatori che sono preparatissimi e bravi. Bisogna mandarli sui pezzi di strada giusti, dove si vivono le emozioni del rally e si possono trasferire al grosso pubblico che c'è a casa. Non si possono fare riprese belle in un punto brutto: su questo non si discute! E su questo aspetto possiamo fare passi da gigante!” Ha ancora senso la lotteria della scelte delle gomme per tre speciali? Secondo Cesare Fiorio laddove si fa già il rifornimento si potrebbero cambiare anche le coperture... “Credo che sarebbe importante. Dobbiamo costruire il format delle nostre gare intorno allo spettacolo. Se c'è lo show le Case investono, gli spettatori vengono a guardarci e i giornali ne parlano. Si riattiva un volano che porterebbe i costruttori a reinvestire nei rally. Questo ancora non lo abbiamo capito, o meglio la gente l'ha sentito dire, ma non l'ha ancora focalizzato...” Sergio Maiga, organizzatore del Rally di Sanremo, sostiene che si è pronti per tornare a organizzare rally in linea: a suo parere non sono più necessari duecento commissari in una speciale lunga, ma sarebbe più efficace sistemare delle auto di pronto intervento ogni 5 km. Più qualità negli interventi di sicurezza e meno costi tanto più che ogni vettura oggi si può monitorare con gli strumenti elettronici... “Sono d'accordo, anche se le prove lunghe tipo la Ronde del Sanremo piacciono ai super appassionati, ma costringono a tanti compromessi per cui non si può dare spettacolo. Lì attiriamo mille spettatori dal palato fino, ma noi dobbiamo coinvolgerne cento volte di più. E sono sicuro che si possa ancora fare...”.

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