Dallara Stradale, un'eccellenza italiana che ha l'anima da corsa

Consegnata all'ingegner Dallara per l'81esimo compleanno il primo esemplare della Stradale che rappresenta lo stato dell'arte di cosa la factory di Varano è capace di produrre. Belle le forme della barchetta, ma il capolavoro è il telaio.

 Il sogno di Giampaolo Dallara si è materializzato. I suoi tecnici glielo avevano promesso: all’81esimo compleanno gli avrebbero consegnato la prima Dallara Stradale delle 600 che saranno costruite nei prossimi cinque anni. E così è stato: l’Ingegnere questa mattina ha messo in moto ed è uscito dalla sede di Varano Melegari dove 45 anni anni fa aveva iniziato a costruire automobili da corsa, a due passi dalla casa nella quale è nato il 16 novembre 1936.

Andrea Pontremoli, l’alter ego di Giampaolo in Dallara, ieri sera gli aveva fatto avere il tagliando di omologazione della vettura che è arrivato giusto in tempo per la… cerimonia.

“Mi piace pensare che Colin Chapman, che ho incominciato ad ammirare fin dai tempi della sua Lotus Seven, approverebbe l’essenzialità e la semplicità di questa vettura - ha detto Giampaolo Dallara, Presidente della Dallara Automobili - In questo progetto c’è tutto ciò che abbiamo imparato dalle corse e dalle collaborazioni con i nostri clienti, e sono convinto che chi utilizzerà questa vettura potrà provare il gusto del viaggio per il viaggio, la voglia di salire in macchina per fare un bel giro, il piacere della guida”.

La Stradale è una vettura estrema: per il peso minimo (855 kg a secco), per le prestazioni sorprendenti (0-100 km/h in 3”25), per il rapporto peso/potenza (2,13 kg per CV in linea con Porsche 911 GT2 RS e Ferrari 488 GTB), per il carico aerodinamico (820 kg alla massima velocità con l’ala posteriore),per il prezzo che, forse, è stato sottostimato (155 mila euro + Iva nella versione base).

La Dallara Stradale è una barchetta senza portiere, come le monoposto da competizione. Può essere personalizzata in configurazione roadster grazie al montaggio di un parabrezza. Aggiungendo un T-Frame, la vettura diventa targa. E con l’ulteriore aggiunta di due porte con l’apertura ad ala di gabbiano, la vettura diventa una coupé. Ci sono più “vestiti” per la stessa anima, ma tutto è finalizzato alla massima prestazione.

Lowie Vermeersch del Granstudio non ha introdotto linee che fossero puramente di stile: lo sviluppo della macchina è proceduto in parallelo con le forme, puntando all’essenza che in materia di aerodinamica si chiama efficienza. Il dato che ne è venuto fuori è sorprendente: coefficiente 2,4 mentre le altre supercar si attestano fra 1,1 e 1,4. Insomma qualcosa che va fuori scala!

Dal vivo è molto più bella di quanto non fosse nelle goffe foto rubate delle anticipazioni giornalistiche: siccome l’occhio vuole la sua parte il disegno è senza compromessi, frutto di 500 ore in galleria del vento. Proporzionato, pulito, essenziale.

Non ce ne voglia lo stilista, ma la Dallara Stradale non si può giudicare finché non la si vede… nuda. Il telaio in materiali compositi è un vero capolavoro, che indica come le corse possano dare un indirizzo importante allo sviluppo di soluzioni per il prodotto. La Dallara “naked” avrebbe la piena dignità di girare senza carrozzeria tanto è accurata la realizzazione in carbonio.

Inutile dire che la Stradale gode delle ricerche che sono nate nel DARC (Dallara Advanced Research Composit), il centro di sperimentazione del carbonio che la factory di Varano si è dotata l’anno scorso e che ha permesso di realizzare la monoscocca con materiali preimpregnati in autoclave; per i componenti strutturali della carrozzeria si è scelto il long fiber compression moulding; per i pannelli esterni il body panel system; per le parti di rinforzo il carbon sheet moulding. Ma ciò che più importa i tecnici guidati dall’ingegner Daniele Guarnaccia sono partiti dalle esperienze in Formula 1 con la Haas. La culla adotta anche i pannelli antintrusione che hanno non solo una funzione di sicurezza, ma anche di sostegno e con la forma a C diventano degli efficaci convogliatori di flusso. Davanti e dietro ci sono due telaietti in alluminio: il primo è essenziale per il crash test anteriore il secondo supporta la meccanica.

Il motore è un 4 cilindri di 2,3 litri montato in posizione centrale, trasversale dotato di turbo, capace di una potenza di 400 cv a 6.200 giri e una coppia di 500 Nm a 3.000-5.000 giri al minuto. La Bosch ha sviluppato tutta le gestione elettronica e ha certificato l’affidabilità del powertrain.

Il cambio è un sei marce manuale, ma tra gli equipaggiamenti opzionali è previsto un sistema “paddle-shift” per la robotizzazione del cambio che minimizza il tempo di cambiata, dotato di due modalità: Normal e Sport.

La Stradale è omologata in Europa, Svizzera, Gran Bretagna e Giappone, negli altri Paesi si può acquistare in versione Racing. Per chi vuole utilizzare la vettura prevalentemente in pista, è prevista l’installazione di un’ala posteriore che permette di incrementare il carico aerodinamico. Chi vuole estremizzare le prestazioni può scegliere le sospensioni regolabili che consentono di abbassare l’assetto di 20 mm.

Le sospensioni hanno uno schema tipico delle macchine da corsa: quadrilatero articolato a triangoli sovrapposti. La taratura di molle, barre e ammortizzatori a 3 vie, regolabili in altezza con sistema elettrico EPA sono state sviluppate oltre che nei test su strada dai collaudatori (Loris Bicocchi e Marco Apicella) anche al simulatore di guida Dallara, in lunghe sessioni in cui collaudatori, tecnici e ingegneri hanno lavorato gomito a gomito.

La Dallara Stradale è dotata dei più moderni sistemi di controllo di stabilità ESP Bosch (che include ABS-EBD-TCS-VDC) per garantire un eccellente controllo della vettura in tutte le condizioni d’uso. Le gomme sono state specificatamente studiate dalla Pirelli: lo sviluppo è stato fatto al simulatore accorciando i tempi di delibera degli pneumatici che sono stati modificati con l’evolversi del modello.

Sull’anteriore si è cercato di trasferire al conducente tutte le sensazioni che arrivano dalla strada, mentre dietro si è puntato alla massima prestazione laterale mantenendo un buon livello di comfort. Non deve sorprendere, quindi, che in curva si sviluppino accelerazioni che arrivano fino a 2G.

Per ora l’abbiamo solo ammirata nella factory dove stanno nascendo i primi esemplari: a inizio luglio non esisteva un solo mattone del reparto di assemblaggio della vettura. I clienti hanno la possibilità di seguire il montaggio del proprio esemplare. Fra gli acquirenti ci sono Sergio Marchionne, Paolo Barilla, Jean Alesi.

Il bello è che molti estimatori di Giampaolo Dallara hanno deciso di pagare una caparra di 50 mila euro per prenotare la macchina senza che la Stradale ancora esistesse…

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A proposito di questo articolo
Campionati Prodotto
Evento Presentazione Dallara Stradale
Sub-evento Presentazione
Articolo di tipo Conferenza stampa