Aston Martin Valkyrie, tempi da Formula 1

La versione da corsa terrà la scia delle F1, oltre a coprire lo 0-322-0 km/h in 15 secondi

Se di lei, dell’Aston Martin Valkyrie, si parla tanto, e da tanto, i motivi sono diversi. Fra questi, c’è il fatto che a svilupparla sia stato il Red Bull Advanced Technologies e, soprattutto, Adrian Newey, ovvero il geniale progettista inglese che ha disegnato le Williams, le McLaren e le Red Bull di Formula 1 vincenti dalla seconda metà degli anni Novanta fino al 2014. E il frutto del lavoro di questi cervelli dalle capacità sopra la media è eclatante. David King, vice presidente Aston Martin, afferma addirittura: “la Valkyrie, su alcune piste, sarà capace di ottenere tempi sul giro vicini a quelli delle Formula 1”. Sì, avete letto bene, da Formula 1. Ovviamente, non si tratta della versione stradale, ma di quella da corsa: la cosa non stupisce, a partire dal fatto che a certi estremi si può arrivare solo con pneumatici slick, oltre che con un assetto - meccanico e aerodinamico - ben più estremo, componentistica specifica ed equipaggiamento di bordo. 

La forma segue lo scopo

Un progetto estremo, nel quale il design viene dopo la funzione: la parte superiore dell’abitacolo a forma di goccia serve a ridurre al minimo la resistenza all’avanzamento, mentre quella inferiore segue al millimetro la spazio lasciato a disposizione dal gigantesco tunnel Venturi. Tunnel che serve ovviamente a portare la massa d’aria più grande possibile verso il diffusore posteriore, perché quanta più aria e quanto più velocemente questa scorre sotto la vettura, quanto più è forte l’effetto “risucchio” verso l’asfalto. Massimizzando il carico aerodinamico in questo modo, si possono ridurre al minimo le appendici alari nella parte superiore della carrozzeria, con due vantaggi: il primo è estetico, perché ne guadagna la pulizia delle linee; il secondo è ancora una volta funzionale, perché si riduce la resistenza all’avanzamento. Da Formula 1 ci sono anche la posizione di guida, dal momento che il pilota si trova con i piedi molto in alto, e la sicurezza: le cinture a quattro punti sono standard (optional quelle a sei punti), mentre il parabrezza è disegnato in modo che il pilota abbia la massima visibilità frontalmente e lateralmente. 

Nelle mani giuste… 

Ma torniamo alle prestazioni stellari della Valkyrie da corsa: David King ha tenuto a precisare, in merito ai tempi sul giro da Formula 1, che per ottenerli non basterà nemmeno un ottimo guidatore, sarà necessario un pilota. Non potrebbe che essere così, del resto, dal momento che quando il carico aerodinamico diventa preponderante, la guida diventa qualcosa di molto diverso rispetto a quello di una vettura stradale. Qualcosa a cui solo i piloti che hanno corso nelle formule sanno gestire e sfruttare. Per la cronaca, lo sviluppo della Valkyrie da corsa procede secondo la tabella di marcia, con ampio ricorso al simulatore per la delibera delle ultime regolazioni, basandosi su alcuni circuiti presenti nel calendario della massima formula. I primi esemplari laboratorio di questo mostro a quattro ruote verranno costruiti entro fine 2017 e metteranno le ruote su asfalto nel 2019. 

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