Addio a Ruedi Eggenberger, leggenda del motorsport svizzero

condivisioni
commenti
Addio a Ruedi Eggenberger, leggenda del motorsport svizzero
Gabriele Testi
Di: Gabriele Testi , Direttore Responsabile Svizzera
11 feb 2018, 11:23

Il noto preparatore del Canton San Gallo è scomparso sabato 10 febbraio, a causa di una malattia, due giorni dopo il 79esimo compleanno: il suo atelier di Lyss aveva dominato le gare Turismo europee e iridate di fine 900 con BMW, Ford e Volvo.

All’inizio dell’anno destinato a modificare nel profondo il motorsport svizzero, con la motorizzazione ufficiale alla Sauber da parte della Ferrari con il brand Alfa Romeo, il debutto di Thomas Lüthi in MotoGP e l’ePrix di Zurigo, il Paese alpino perde un altro dei suoi figli più grandi a qualche tempo di distanza dalla morte di Claude Haldi.

È infatti scomparso sabato 10 febbraio all’età non troppo veneranda di 79 anni, compiuti appena due giorni prima, Ruedi Eggenberger, probabilmente con Mario Illien e Heini Mader il più importate preparatore elvetico di macchine e motori da corsa nonché grande ex pilota in gioventù. Lascia una nutrita schiera di figli e nipoti guidati dalla moglie Gisele.

 

Seriamente ammalato da qualche tempo, originario del Canton San Gallo, incarnò uno dei tecnici e dei patron di squadre automobilistiche di maggior successo di sempre, in particolare di quelle targate "CH". L’annuncio al mondo è stato dal figlio con un post su Facebook della paggna Eggenberger Motorenbau, o EGMO, com’era e com'è familiarmente chiamata tuttora la sua struttura.

Il terreno di azione della scuderia di Ruedi, la Eggenberger Motorsport, è stato il Turismo, in particolare il Campionato del Mondo e il Campionato Europeo, dominati più volte tra gli Anni 80 e i primi 90. 

 

Gruppo A, dimostrazione
Gruppo A, dimostrazione

Photo by: LAT Images

La scintilla fu la decisione, datata 1976, di trasformare la BMW 320i in una delle auto più titolate di tutti i tempi. Sotto le sue insegne, hanno gareggiato alcuni dei più grandi piloti da corsa dell’epoca, molti dei quali elvetici: Enzo Calderari, Umberto Grano, Helmut Kelleners e Marco Vanoli (1982), Gianfranco Brancatelli (1985, ‘88, ‘89), Thomas Lindström (1985, ‘89), Klaus Niedzwiedz (1986-’88), Steve Soper (1986-’88), Pierre Dieudonné (1987-’88), Klaus Ludwig (1987), Thierry Boutsen (1987-’88), Frank Biela (1988-’89), Bertrand Gachot (1988), Armin Hahne (1988), Bernd Schneider (1988-’89), Didier Theys (1988), Win Percy (1989), Bruno Eichmann e Thierry Boutsen (1994) e, infine, Roland Asch e Johnny Hauser (1995).  

 

Nel triennio 1980-1982, il duo Grano-Kelleners fu capace di aggiudicarsi consecutivamente il titolo ETCC con ben tre diversi bolidi della Casa di Monaco di Baviera, la 320, la 635 e la 528. Tre anni più tardi, il poker a ruote coperte arrivò invece in salva Volvo, con la 240 Turbo della coppia Brancatelli-Lindström.

Il 1987 fu invece l’incredibile stagione della (quasi) vittoria iridata della Ford RS500 ufficiale in livrea Texaco di Niedzwiedz e Ludwig, immaginata sulla base della Merkur XR4Ti stradale: le macchine USA, preparate nel nuovo atelier svizzero di Lyss, mancarono infatti il successo finale per un punto a vantaggio di Roberto Ravaglia e della sua M3 perché squalificate nella 1000 Km di Bathurst. 

 

Klaus Niedzwiedz, Team Eggenberger, Opel Omega 3000 24V
Klaus Niedzwiedz, Team Eggenberger, Opel Omega 3000 24V

Photo by: Opel

Nell’88 ci fu così il ritorno della Eggenberger Motorsport nel Campionato Europeo Vetture Turismo, vinto a mani bassi, e così l’esclusione dalla classifica della "classicissima" australiana di due stagioni prima fu compensata alla grande nel 1989 dalla vittoria nella 24 Ore di Spa-Francorchamps con Gianfranco Brancatelli, Bernd Schneider e Win Percy. 

 

In ambito nazionale, nel 1993, due svizzeri conquistarono il titolo di campione con vetture preparate da Ruedi Eggenberger, anche se nel 1988 l’atelier sarebbe stato ceduto all’imprenditore tedesco Lothar Rothenheber. Bernard Thuner vinse infatti il nuovo Swiss Touring Car Championship su una Peugeot 405 Mi16 made-in-Lyss e Johnny Hauser si laureò campione tedesco di Formula Opel Lotus. 

 

La passione di Ruedi per le gare a ruote coperte portò la squadra svizzera a impegnarsi più o meno direttamente anche agli antipodi: realizzò infatti due Ford RS500 per la Allan Moffat Racing, impegnata nel V8 Supercar australiano, nel biennio 1988-1989. Non soltanto: nella 1000 Km di Bathurst, lo stesso Eggenberger nei panni di pilota e il tedesco Niedzwiedz si aggregarono al team locale, così come capitò pressoché contemporaneamente ad altri due conduttori top, Pierré Dieudonné e Frank Biela. 

A metà Anni 90, la Eggenberger Motorsport si è data al Superturismo in Germania con la Ford Mondeo V6 con piloti quali Roland Asch e Bruno Eichmann (‘94) e Thierry Boutsen e Roland Asch (‘95): i loro mezzi risultarono facilmente i migliori veicoli in pista tra quelli a trazione anteriore della nuova specialità a ruote coperte. 

 

Gruppo A vetture turismo, dimostrazione
Gruppo A vetture turismo, dimostrazione

Photo by: LAT Images

Prossimo articolo Prodotto
Toyota Yaris GRMN, WRC nel DNA e divertimento garantito

Previous article

Toyota Yaris GRMN, WRC nel DNA e divertimento garantito

Carica commenti

Su questo articolo

Serie Prodotto
Evento Ruedi Eggenberger evento speciale
Sotto-evento Evento speciale
Autore Gabriele Testi
Tipo di articolo Ricordo