IGTC | Impresa Lamborghini al Nürburgring, Bortolotti: "Per come era iniziata, sono super-orgoglioso!"
Il secondo posto ottenuto dal trentino al Nordschleife assieme ad Engstler e Niederhauser è frutto di una Huracán in formissima, del coraggioso team ABT che non ha sbagliato nulla e dello spirito combattivo che ha consentito una rimonta pazzesca. Venendo anche premiati nonostante una penalità finale.
Non è semplice tirare le somme nel giusto modo al termine di una gara di 24 Ore, figuriamoci se poi si tratta di quella del Nürburgring, con tutto ciò che comporta correre lungo 25,378km di un tracciato che ad ogni curva presenta le sue insidie.
Sicuramente, per come era cominciato il fine settimana, in Lamborghini resta qualche rammarico, avendo una Huracán davvero in formissima sul Nordschleife, così come i suoi piloti e il team ABT Motorsport che ha preparato alla grande le GT3 EVO2 del Toro, tanto da avere una prima fila tutta griffata Sant'Agata Bolognese, con Luca Engstler a conquistare la Pole Position al volante della #84 battendo per un soffio la gemella #130 di Marco Mapelli.
Ma è alla partenza, "tutto quello che poteva andare storto è andato storto", ha riassunto perfettamente Mirko Bortolotti, compagno di Engstler incaricato del via. Prima che si spegnessero i semafori, Mapelli ha accelerato lasciando così un buco fra sè e il trentino, che in curva 1 si è ritrovato attaccato dalle Mercedes-Winward.
La AMG #3 di Daniel Juncadella ha sfiorato con lo splitter la ruota posteriore sinistra della #84 e Bortolotti si è visto costretto a rientrare ai box quando la gomma ha ceduto, proprio all'ultima chicane prima di immettersi nel Nordschleife.
"E' difficile descrivere che sensazioni avessi nelle fasi iniziali, ad essere sincero, non voglio nemmeno pensarci. Diciamo che tutto quello che poteva andare storto è andato storto", riassume il Campione DTM 2024, che poi spiega il suo punto di vista.
"Sapevamo quali erano le procedure da osservare per la partenza e ci eravamo preparati bene, ma evidentemente la vettura che era di fianco a me aveva altri piani... Con il suo scatto in anticipo, mi sono ritrovato in una posizione scomoda in curva 1-2, il che ha poi portato al contatto e al danneggiamento della gomma. E, ovviamente, non è l’ideale iniziare una gara di 24 ore come questa con un handicap di 2'30", ma è andata così..."
Partenza
Foto di: ADAC Motorsport
Il tempo della sosta da osservare obbligatoriamente ha impedito un pit-stop veloce e Bortolotti ha quindi dovuto rimboccarsi le maniche per effettuare una rimonta pazzesca. Fra tutte le incertezze legate a pista, rivali, meteo e via dicendo, assieme a Engstler e Patric Niederhauser la risalita è avvenuta con estrema pazienza e precisione.
Domenica mattina, adottando una strategia differente di fermate rispetto agli altri, la Huracán #84 si è pian piano issata in Top5, poi in zona podio e infine avendo la ghiottissima occasione di mettere le mani sul secondo posto dietro alla Mercedes #80 ormai imprendibile.
"Considerando come è iniziata la gara, sono super-orgoglioso del nostro podio. Soprattutto perché questa è una delle gare più importanti dell’anno. La cosa di cui vado più fiero è che non ci siamo mai arresi. Abbiamo continuato a spingere per tutto il tempo, anche con un ritardo di 8-9 minuti, come se stessimo lottando per la vittoria", prosegue Bortolotti.
"Non abbiamo commesso errori e abbiamo mantenuto la nostra auto intatta, senza nemmeno un graffio. E' la seconda volta che finisco secondo qui, ora è il momento di andare a conquistare la vittoria! Ma ripensando alla partenza, oggi sono semplicemente orgoglioso".
#84 Red Bull Team ABT Lamborghini Huracan GT3: Luca Engstler, Mirko Bortolotti, Patric Niederhauser
Foto di: ABT Motorsport
In realtà un errore che poteva costare molto caro c'è stato: Engstler è passato a 116km/h in una zona dove era stato imposto il limite del 'Code 60' per un incidente ed è arrivata l'inevitabile penalità. Qui sono entrati in gioco i ragazzi del muretto ABT, i quali hanno scelto di scontare gli 86" di sanzione non all'ultima sosta, ma direttamente a fine gara.
E questa si è rivelata una mossa azzeccata perché Bortolotti ha spinto, come lui stesso ha sottolineato, per provare a guadagnare su Mattia Drudi che lo inseguiva, ma la Aston Martin-Walkenhorst #34 era messa meglio e stava contenendo il distacco che l'avrebbe portata davanti alla Lamborghini.
Fino a quando, sul lungo rettilineo prima dell'arrivo, il romagnolo si è ritrovato una nuova zona di rallentamento a causa di una vettura fermatasi proprio a bordo pista, non potendo così scavalcare Bortolotti.
"Non c’è stata assolutamente nessuna accusa reciproca tra noi, nemmeno quando alla fine ho ricevuto una penalità di cui ero interamente responsabile. Ho avuto il pieno sostegno dei miei compagni di squadra, del team e del marchio", ha dichiarato Engstler facendo mea culpa, ma portandosi a casa anche la soddisfazione della Pole e del giro veloce in gara in 8'08"758, fermandosi a pochissimo dal record di Daniel Keilwitz (8'08"006) che resiste dal 2023.
"Non credo che nessuno avesse bisogno di ulteriori motivazioni: in fin dei conti, abbiamo tutti lo stesso obiettivo. Abbiamo semplicemente dato il massimo e lo spirito di squadra è stato fantastico, decidendo di correre tutti i rischi possibili".
"Dopo aver conquistato la Pole, siamo scesi al 49° posto nel primo giro, ma eravamo tutti ottimisti e Mirko ha fatto un ultimo stint fenomenale. Questo ha dimostrato che abbiamo tutti un fantastico spirito di squadra e che alla fine è bastato anche per questo podio. Sono molto felice!”
#84 Red Bull Team ABT Lamborghini Huracan GT3: Luca Engstler, Mirko Bortolotti, Patric Niederhauser
Foto di: ABT Motorsport
Se per Bortolotti ed Engstler questa è la seconda impresa (o quasi) in quasi un anno da colleghi di equipaggio, dopo il magnifico successo ottenuto alla 24h di Spa-Francorchamps del 2025, per il neoarrivato in Casa emiliana - Patric Niederhauser - è il primo trofeo al volante della Huracan, sfiorando quel gradino più alto che ancora gli è sfuggito per pochissimo.
"Sono arrivato secondo due volte a Spa, e ora anche qui; un giorno mi piacerebbe davvero vincere! Ma oggi la gioia e l’orgoglio superano ogni altra cosa, soprattutto dopo il primo giro. Pensavamo tutti che sarebbe stato estremamente difficile risalire partendo dal fondo del gruppo", analizza lo svizzero.
"Ma la rimonta che abbiamo messo in atto come squadra è stata fantastica. Ho avuto due compagni di squadra fantastici, una squadra fantastica e una macchina perfetta. Questo secondo posto è uno dei miei più grandi successi da quando corro; è bellissimo arrivare secondo nella gara automobilistica più importante del mondo".
Condividi o salva questo articolo
Iscriviti ed effettua l'accesso a Motorsport.com con il tuo blocco delle pubblicità
Dalla Formula 1 alla MotoGP, raccontiamo direttamente dal paddock perché amiamo il nostro sport, proprio come voi. Per continuare a fornire il nostro giornalismo esperto, il nostro sito web utilizzala pubblicità. Tuttavia, vogliamo darvi l'opportunità di godere di un sito web privo di pubblicità e di continuare a utilizzare il vostro ad-blocker.
Top Comments