A Marrakech troppi gli errori da evitare

A Marrakech troppi gli errori da evitare

Irresponsabile usare commissari locali al posto di quelli della 24 Ore di Le Mans

La gara del WTCC a Marrakech ha scetanato violente polemiche: le due gare che si sono disputate nell'appuntamento marocchino sono state pesantemente condizionate dagli incidenti che hanno richiesto il plurimo intervento della safety car. Quattro giri di gara nella prima frazione e nemmeno due nella seconda, sono troppo poco per uno spettacolo che invece aveva tutte le caratteristiche per essere appassionante. Tanti gli errori commessi di cui si dovrà far tesoro per il futuro: gli organizzatori hanno creato una struttura logistica davvero invidiabile anche per la F.1 (Ecclestone che era in vista è rimasto piacevolmente sorpreso), ma ci sono state lacune molto gravi. Tanto per cominciare l'anno scorso i commissari di percorso erano quelli della 24 Ore di le Mans, gente molto capace ed esperta, mentre per questa edizione la Federazione marocchina ha voluto schierare i suoi uomini comandati solo da capo-posto dell'ACO. Gente inesperta che non sapeva come agire in fretta, creando problemi anziché risolverli. Un esempio? Il direttore di gara, il ceco Miroslav Bartos, non ha potuto far rientrare la safety car dopo il recupero della vettura di Romanov, perché il carro attrezzi anziché uscire dal tracciato dalla prima “finestra” utile, stava procedendo lungo la pista nel senso contrario a quello di marcia, senza che potesse essere inquadrato dalle telecamere. Insomma la direzione gara lo aveva... perso! Incredibile, ma vero. Lo stesso tracciato cittadino è stato cambiato: è stata allargata la carreggiata e le chicane erano meno strette rispetto al 2009, per cui la percorrenza delle vetture turismo era molto più veloce. Si spiegano così i continui botti iniziati già nelle libere e nelle qualifiche. Il WTCC non ha certo rimediato una bella figura nella diretta tv: per lo più si sono viste vetture in fila dietro alla safety car. Giustificato anche il commento caustico dei telecronisti. In effetti in Gara 2, dopo la carambola nel primo giro di gara 2 aveva più senso interrompere la corsa con la bandiera rossa, sapendo dell'inadeguatezza degli interventi. Bartos, invece, si è attenuto all'ordine di non bloccare la corse se non per gravi ragioni di sicurezza. L'esperienza rocambolesca può servire di monito per il futuro, ma la FIA non può permettere certe brutte figure...

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