Aprilia: ingranaggi da giugno e MotoGP dal 2012?

Aprilia: ingranaggi da giugno e MotoGP dal 2012?

Pochi decimi di CV non valgono questo caos. A meno che...

Se doveste, di punto in bianco, indicare la moto più veloce del mondiale Superbike, che nome fareste? Bene, tutti quelli che non hanno detto “Aprilia” facciano il piacere di andare a consultare le velocità massime rilevate a Phillip Island. Vi sento già obiettare “Ma no, in quel frangente aveva la distribuzione a ingranaggi, che adesso non monta più!” E’ vero, ma sarete d’accordo se indichiamo la RSV4 – catena o ingranaggi che monti la distribuzione – come una delle moto comunque più veloci del campionato. INGRANAGGI: GIRERANNO A GIUGNO Proprio qui vi volevo: perché allora spendere un sacco di soldi, rischiare una squalifica, far diminuire ulteriormente il numero di amici che si ha nel paddock e in seno alla MSMA (l’associazione dei costruttori) per studiare e sviluppare una soluzione che non viene usata e di cui, comunque, non si sentiva un gran bisogno? Alt, lo so, state già dicendo che avete letto altrove come probabilmente, di qui a breve, Infront e la federazione ufficializzeranno l'ufficioso, sancendo la regolarità della RSV4 Superbike. Che, a partire dalle gare di giugno, potrà felicemente sfrecciare sulle piste del mondiale con il suo comando della distribuzione a ingranaggi, grazie ad un kit che verrà definito ma, ne siamo sicuri, praticamente mai prodotto, anche perché non si capisce chi lo vorrebbe poter comprare. SE A QUALCUNO GIRASSERO ANCORA Ma non è questo il punto. Torniamo a quanto detto sopra: perché investire una carriola di quattrini per escogitare una soluzione quantomeno controversa volta a rendere più veloce una moto che già di suo è velocissima? Il rischio è di buttarli via, perché se a qualcuno girano i boccini un filo più forte di quanto stanno già facendo adesso, la squalifica è come minimo probabile. E con un mondiale tirato come quello di quest’anno, basterebbe l’invalidazione del punteggio di una gara per mettere in gioco un titolo iridato che, quest’anno, sembra davvero alla portata della casa di Noale e di Max Biaggi. Titolo che, non vorremmo sembrare ipercritici verso Aprilia ma così è, è l’unico di un certo prestigio a poter finire nel carniere del marchio del leone veneziano. GUARDA UN PO': IN MOTOGP NEL 2012... La risposta, come avevamo già indovinato qualche tempo fa, si trova facilmente nelle pieghe del regolamento. Ma non di quello della Superbike, di quello della MotoGP. Quello che prevede, per il 2012, la presenza in griglia di quelle che già qualcuno sta iniziando a chiamare Moto1, ovvero dei prototipi spinti da motori più o meno direttamente derivati dalla serie. Ecco allora un motore con qualche millimetro di alesaggio in più – ne bastano tre per arrivare al limite regolamentare per l’attuale bozza di regolamento – e qualche sistema di contorno per arrivare senza troppi rischi di inaffidabilità a girare abbastanza alti da essere competitivi. Senza andare a farsi del male – non tanto tecnicamente quanto economicamente – con lo step successivo (la distribuzione a comando pneumatico), che potrebbe oltretutto rivelarsi inaccettabile con un regolamento volto a contenere i costi delle soluzioni derivate di serie, prevedibilmente riservata a team privati, ecco quindi un comando a ingranaggi. OBIETTIVO MINIATURIZZAZIONE Che alla Superbike serve davvero poco, stanti misure caratteristiche che, da sole, limitano il regime massimo raggiungibile. Ma ad una potenziale motorizzazione destinata all’impiego in MotoGP sotto il regolamento Moto2, con alesaggio da 81 e magari qualche revisione di dettaglio per fare spazio a condotti d’aspirazione ed airbox che garantiscano l’alimentazione ottimale, serve eccome. Anche perché, come abbiamo già detto, la distribuzione a cascata d’ingranaggi aiuta anche non poco a limitare fortemente le dimensioni esterne del propulsore, avvicinandolo ulteriormente alle esigenze di una categoria dove le moto sono sempre più miniaturizzate. L'81 GIRA GIA' Stiamo vaneggiando? Troppa dietrologia? Può darsi, anche se più di un ben informato giura che un motore del genere stia già girando in una delle sale prova del reparto corse di Noale. Sale corse in cui la stampa specializzata, casualmente, aveva visto girare i primi prototipi della RSV4 ormai tre anni or sono, quando Aprilia, alla presentazione di Shiver, ci invitò a visitare il proprio Sancta Sanctorum: il reparto corse e quello R&D. In quella stessa occasione, spinto da una domanda buttata lì quasi casualmente da un collega, Roberto Colaninno ha ghiacciato il suo stato maggiore dichiarando un rientro in MotoGP entro tre anni. VENDO I TELAI? NO I MOTORI... Ora, per quei tre anni siamo in ritardo. Ma andare lunghi di soli due anni, con la crisi che c’è in giro, sarebbe già un risultato pazzesco. Come dite? Che le case hanno già dichiarato che tutti i loro team ufficiali continueranno a correre con le 800? Può darsi. Ma state sicuri che se Aprilia si metterà a produrre una serie di motori RSV4 riveduti e corretti come sopra, la coda davanti al reparto corse di Noale arriverà fino all’uscita dell’autostrada. Ricordate la motivazione per l’intempestivo dietro-front sulla costruzione di ciclistiche per la Moto2? Aprilia, e quindi Piaggio, primo motorista europeo del settore motociclistico, non erano interessati a correre con un motore altrui. Il che non significa affatto che non siano interessati a far correre tanta gente con i propri motori

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