WRC: verso l'utilizzo di un solo motore a stagione

WRC: verso l'utilizzo di un solo motore a stagione

L'idea nasce per abbassare i costi, ma i tecnici temono un incremento

La politica di abbassamento dei costi potrebbe portare entro un paio d'anni all'introduzione di una clamorosa novità nel Mondiale Rally. La commissione WRC infatti sta discutendo sulla possibilità di introdurre una limitazione drastica per quanto riguarda i motori, cioè la possibilità di utilizzare una sola unità per tutta la stagione. Morrie Chandler, presidente della commissione, è convinto che l'idea sia assolutamente attuabile, anche se richiederà un po' di tempo per andare in porto: "L'intenzione è quella di arrivare ad una situazione in cui ogni pilota avrà un solo motore a disposizione per tutta la stagione. Nel WRC stiamo già riuscendo a limitare i costi di sviluppo dei motori, ma in altre serie, come ad esempio l'IRC, possono sostituirli ad ogni gara, quindi i costi stanno lievitando precipitosamente. Viste le tante novità tecniche che verranno introdotte nel 2011, sicuramente non possiamo pensare di farcela per l'anno prossimo, ma vogliamo riuscirci il più presto possibile". Il direttore tecnico della Ford, Christian Loriaux, è altrettanto certo che si possa arrivare ad una soluzione di questo tipo, ma lui è invece convinto che a livello di costi la realizzazione di questi motori potrebbe essere molto dispendiosa: “Tutto è possibile con un motore. Ormai quelli stradali resistono senza problemi per oltre 200.000 chilometri, quindi è sicuramente possibile realizzarne uno da corsa che duri per tutta la stagione. Il problema però sono i costi di realizzazione”. Secondo Loriaux il problema dei costi è legato all'enorme quantità di test che servirebbe per rendere affidabili i nuovi motori: “Bisognerebbe essere in grado di realizzare dei motori che resistano per 8.000 chilometri di gara. Il modo di raggiungere questa condizione è fare tanti test, ma cosa succede se poi il tuo motore cede dopo 5.000 chilometri? Bisogna ricominciare da capo e, una volta raggiunti gli 8.000 chilometri, bisognerà farne altrettanti per validare i risultati raggiunti. In sostanza temo che ci vorrebbe un bagaglio di 24.000 chilometri di test fatti tra asfalto, terra e neve e sicuramente questo verrebbe a costare tantissimo denaro, ma anche tantissimo tempo”.

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