Pedrosa ha perso l'equilibrio

Pedrosa ha perso l'equilibrio

La sua Honda HRC ha i pesi troppo spostati sull'anteriore, cambierà la distribuzione?

Alla Honda HRC si interrogano se non stia scoppiando un caso Daniel Pedrosa. Lo spagnolo è sempre protagonista di avvii di gara molto arrembanti che lo portano nelle posizioni di testa, ma poi inesorabilmente viene inghiottito nel gruppo, lontano dalla zona podio. L'avvio della stagione di Pedrosa non è certo in linea con le aspettative di chi lo accredita fra i quattro top rider che si dovrebbero contendere il mondiale della Moto Gp. A Le Mans a salvare l'onore della Honda ci ha pensato ancora una volta Andrea Dovizioso che in saccoccia ha messo un preziosissimo terzo posto. E così è il romagnolo l'unico che per il momento cerca di tenere il passo delle due Yamaha di Lorenzo e Valentino, mentre Pedrosa sembra vittima di una sorta di sindrome da fine gara. I critici dello spagnolo sostengono che Daniel stia vivendo un momento difficile dal punto di vista psicologico perché ha capito che anche questo 2010 è un anno perso. Nella squadra, invece, stanno cercando le cause del crollo prestazionale da un certo giro in poi. I tecnici della HRC sono appena tornati a casa, ma domani analizzeranno i dati della telemetria di Pedrosa per confrontarli con quelli di Dovizioso nel tentativo di capire cosa sta succedendo. La Honda quest'anno ha realizzato un nuovo telaio che “centralizza” i pesi e un motore più potente, ma anche più brutale nell'erogazione. I due piloti HRC hanno portato avanti lavori di sviluppo molto diversi: l'iberico ha cercato di spostare le masse sull'anteriore, mentre Andrea ha puntato sul contrario. Come mai? Basta guardare le due moto per notare grandi differenze. Dovizioso ha scelto una sella più corta e il copriserbatoio è visibilmente più lungo, mentre le pedane sono state spostate verso dietro. Insomma cerca più trazione e si dice che scelga mappe di elettronica che magari rinunciano a qualche cavallo in alto, ma consentono di mantenere una buona guidabilità nei transitori. Pedrosa, invece, cerca sempre la potenza massima e per sfruttarla a dovere ha bisogno di un anteriore che dia sicurezza ed eviti le impennate in accelerazione. I risultati parlano chiaro: l'assetto di Andrea, per quanto molto anti-convenzionale, è più efficace sulla scorbutica RC212V specie nella fase finale della gara, quando il degrado delle gomme incide pesantemente sulla costanza dei tempi. Gli ingegneri della HRC cercheranno qual è il male oscuro della moto di Pedrosa, ma osservatori molto attenti sottolineano che il fisico da fantino non giova allo spagnolo. Ci spieghiamo meglio: Daniel su una RC212V a punto può anche essere imprendibile per Rossi, ma se deve sopperire alle carenze della moto non è in grado di “spostare” le masse, muovendosi sulla moto in modo adeguato per essere efficace come invece si possono permettere rider dotati di un fisico più possente. Anche perché non è istintivo effettuare certi movimenti sulla sella se non si è allenati a farli. E allora non è da escludere che l'iberico debba rivedere la ripartizione dei pesi della sua Honda, per “caricare” un po' il retrotreno in modo da trovare quel grip che manca quando le gomme vanno in “pappa”. In funzione di tutte queste considerazioni cresce il valore del podio che Dovizioso ha conquistato meritatamente a Le Mans domenica...

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Campionati MotoGP
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