Motori Ferrari: è stata trovata la cura

Motori Ferrari: è stata trovata la cura

I ripetuti cedimenti hanno avuto cause diverse che a Maranello sono state analizzate

Alla Ferrari hanno individuato le cause delle rotture di motore. Dopo che venerdì sera sono arrivate le casse dalla Cina con il materiale usato a Shanghai, i tecnici del Cavallino si sono impegnati nella ricerca dei guai che hanno condizionato le prestazioni dei V8 siglati 056. E cominciano ad emergere le prime risultanze, confermate da Fernando Alonso: “Abbiamo capito quali sono stati i nostri problemi e non c'entra il controllo delle valvole pneumatiche come è stato scritto in modo sbagliato nei giorni scorsi. Adesso so che andremo a Barcellona nella convinzione di avere un motore affidabile al 100 per cento”. Il campione spagnolo allontana dubbi e paure, rivelandosi ancora una volta un uomo importante nella coesione della squadra, ma va detto che i tecnici stanno lavorando su più fronti. Luca Marmorini, responsabile del reparto propulsori, è sotto pressione: non sta certo vivendo giorni facili. Il V8 056 è un propulsore che era nato per essere molto prestazionale, per cui aveva scelte di progetto molto tirate specie nella testata e nella distribuzione. Quando la Fia ha deciso il congelamento delle unità per bloccarne lo sviluppo e allungarne progressivamente la vita, alla Ferrari sono stati costretti a ridurre leggermente il potenziale del motore per garantirsi l'indispensabile affidabilità. Pur non risultando il più potente del lotto, era certamente competitivo. Quest'anno è intervenuta un'altra variazione normativa, che ha vietato i rifornimenti in corsa. Risparmiare carburante e consumare meno degli altri significa partire in griglia di partenza con una monoposto più leggera, dove 10 kg valgono circa tre decimi di secondo. Siccome la Ferrari usava carburazioni più grasse per contribuire al raffreddamento della parte alta del motore, è certamente il costruttore che più ha dovuto prendere dei rischi per ottenere dei risultati. E il successo di Alonso con la F10 in Bahrain testimonia che a Maranello avevano preso la strada giusta. Proprio a Shakir, però, si è rivelato nelle prove libere un surriscaldamento che ha consigliato la precauzionale sostituzione dei V8 ad entrambi i piloti? Cosa era successo? Semplicemente la carrozzeria della F10 era stata studiata per temperature ambientali più basse, per cui l'insufficiente raffreddamento aveva acceso alcune spie di allarme. Chiudere il più possibile le bocche dei radiatori e, soprattutto, le feritoie di uscita dell'aria calda permette di avere una migliore efficienz aerodinamica della vettura, ma non bisogna esagerare, altrimenti si hanno effetti nocivi sulla meccanica. La Ferrari, infatti, per avere masse radianti più piccole, gira con un motore “caldo”, vale a dire con temperature dell'acqua che possono arrivare a circa 120 gradi, grazie all'impianto che è in pressione. Per funzionare al meglio deve mantenere tutti i parametri in certi valori ristretti, altrimenti sono guai. Per proteggere l'unità dagli sbalzi di temperatura è stato “vestito” da pannelli in materiale atermico, in modo che non venisse influenzato dal calore degli scarichi e dei radiatori. Interventi necessari, ma non sufficienti. Il motore che Alonso ha rotto in Malesia si è schiantato all'ultimo giro come conseguenza di un problema al cambio, mentre quello saltato nelle prove libere della Cina ha evidenziato il cedimento di un pistone della bancata di destra. Ricordiamo che era proprio il motore già surriscaldato in Bahrain. Il pistone ha subito l'effetto del cedimento, ma non ne è stato la causa. Per migliorare comunque l'affidabilità sarebbe stato cambiato un trattamento sui pistoni che si useranno in Spagna. Va detto che a queste anomalie si aggiungono anche i ko dei motori forniti alla Sauber. In questo caso è emerso che i V8 non c'entrassero niente: era un sensore del cablaggio Sauber a inviare informazioni sbagliate alla centralina, per cui il motore funzionava con parametri sbagliati. Ora non dovrebbe succedere più. Sul banco degli imputati c'era anche il sistema di controllo pneumatico delle valvole. Lo 056 accusa un consumo eccessivo di aria, dovuto al solito problema del surriscaldamento: alcuni organi di stampa tedeschi avevano lasciato intendere che la Ferrari avrebbe chiesto alla Fia di riaprire il “freezing” dei motori per effettuare alcuni intreventi utili a ripristinare l'affidabilità, ma Alonso ha smentito che riguardino quest'area: è possibile che alcune piccole modifiche siano state chieste (ma non devono dare alcun vantaggio prestazionale). La sensazione è che la Ferrari possa ritrovare la durata dei motori (se ne possono usare solo otto in una stagione) rinunciando a carburazioni troppo magre, per ridurre i consumi, sfruttando però il nuovo pacchetto aerodinamico che è in arrivo per non perdere in competitività sul tempo al giro. Anche l'F-Duct potrebbe essere utile alla causa... Tanto più che la Toro Rosso, che usa i motori Ferrari in modo meno estremo in fatto di consumi e sfruttamento dei giri massimi, non ha mai accusato alcun problema...

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Campionati Formula 1
Articolo di tipo Ultime notizie